lunedì 26 marzo 2012

La pista delle biglie

073Domenica pomeriggio avremmo dovuto essere a Milano. Non avevamo fatto i conti con il blocco del traffico. Così, come se niente fosse, ci siamo trovati con un intero pomeriggio a disposizione, non impegnato in nessun modo.

Ci è dispiaciuto per gli amici che ci avevano invitato, ma certo ci rifaremo. Intanto il padre dei miei figli, che non ama l’ozio (!!), durante la colazione ha annunciato che dopo la Messa avrebbe preso le iscrizioni per la prima edizione del torneo di biglie della nostra famiglia.

032Requisiti per partecipare? Nome, cognome, nome di battaglia, prova dell’avvenuto svolgimento dei compiti assegnati per lunedì, e proprietà di una biglia. Chi non avesse avuto la biglia (cioè tutti i figli, perché è quel sant’uomo di mio marito che custodisce le biglie in famiglia), avrebbe potuto acquistarla suon di bacini. Sorvolo sull’interrogazione sui verbi che ha visto protagonisti i miei due figli maggiori… dico solo che un ripasso è stato necessario prima dell’inizio della gara.

Dopo pranzo, mentre io tentavo senza successo di far dormire le piccoline (che cantavano a squarciagola nei loro letti “coccodè, coccodè, nella cesta un uovo c’è!”), la truppa è scesa in giardino, predisponendosi al delicato lavoro di preparazione della pista. Vista la mia assenza, avevo pregato che mi facessero un reportage fotografico di ogni avvenimento, ma non ce n’è stato bisogno. Dopo poco più di mezz’ora in cui ho tentato di fingere di non sentire le ragazze sveglie come due grilli, le ho tirate già dai letti, preparate, e insieme abbiamo raggiunto i nostri giocatori.

054Devo dire che lo scenario che abbiamo trovato mi ha decisamente stupita: la partenza era predisposta sul tavolo del giardino, dove un lungo tubo di cartone guidava le biglie fin dentro una bottiglia del latte, privata del fondo. Qui un piano inclinato (lo scatolone delle brioches) invitava le biglie fino ad una pista delimitata dai cubetti di legno. Questa era la parte semplice. Entrati nel prato, poi, una serie di gimcane, salti, tubi da attraversare e varie alte difficoltà. Il traguardo spiccava gloriosamente sulla tana (schiacciata) di una talpa (son due anni che non riusciamo a debellarle, si accettano suggerimenti!).

Il primo round è stato vinto, inaspettatamente, dalla Sartina, che dopo una partenza difficile ha saputo rifarsi. Nella seconda sfida ha prevalso L’Ingegnere, con un ottimo Cavaliere in seconda posizione. Quel sant’uomo di mio marito ha fatto di tutto per non superare i figli (mi pare che ci sia riuscito senza troppo sforzo…) e nella prima gara è arrivato addirittura ultimo. D’altra parte, il primo premio era un bacino della mamma.

E il premio di consolazione… due!!

3 commenti:

  1. Bellissima descrizione di un pomeriggio familiare...

    RispondiElimina
  2. Anche da voi i baci sono merce di scambio eh!
    Da noi ce ne sono di vario genere: si va da "solo bacio", "a bacio soffiato", a "bacio ciucciato", bacio "da pelle d'oca" sul pancino, bacio con coccole, baci e solletico.
    Beh, insomma la scienza del bacio richiede tempi e strategie serie ;)))!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Insomma, non esistono "i soliti baci"...

      Elimina

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...