martedì 9 ottobre 2012

Il tè del lunedì

019Ne avevo già parlato in giro (di nuovo non ritrovo più il post in questione, qui si sta invecchiando anzitempo, oppure la gravidanza mi ha giocato anche gli ultimi neuroni rimasti…), dell’appuntamento settimanale per me imprescindibile con le mie amiche, che l’anno scorso erano le amiche del venerdì, mentre quest’anno, per impegni vari, è diventato l’appuntamento del lunedì.
A parte il fatto che è molto meglio iniziare la settimana così, piuttosto che non finirla, perché ho un ottimo motivo la domenica sera per desiderare di alzarmi al mattino dopo, devo dire che quest’anno il tutto è ancora più interessante e bello. Un po’ perché siamo aumentate di numero, perché chiacchierando in giro (che significa al telefono…), inevitabilmente quando si racconta una cosa bella si invoglia anche altre a domandare: “posso venire anche io?”, un po’ perché mi piace tantissimo vedere la varietà delle persone che si riunisce intorno al mio tavolo (e sì, hanno la carità di non farmi nemmeno uscire di casa!!), persone diversissime tra loro, eppure tutte unite da un medesimo desiderio di bene.
Perché non ci si ritrova solo per “tirare la chiacchiera”, nonostante io mi prodighi ogni settimana, per quel che riesco, nel rendere il più piacevole possibile la mattinata (forse per la sottile paura che possano stancarsi di venire da me? può darsi…), preparando dolcetti e soprattutto una invidiabile varietà di tè e tisane (oltre al classico caffè), di cui sono particolarmente fiera (non per niente ne campeggia la foto in cima al post!).
020La cosa interessante è che c’è sempre a tema la vita. E anche oggi, nonostante mancassero alcune delle presenze “storiche” e che altre invece non si fossero nemmeno mai viste prima, non c’è voluto niente perché si passasse dalla torta al cioccolato (con zucchero di canna, granella di mandorle e nocciole, e scaglie di cioccolato – tutto rigorosamente gluten free perché abbiamo un’amica celiaca) al raccontarsi delle difficoltà che i nostri mariti affrontano ogni giorno sul lavoro, e sul perché valga la pena fare un certo tipo di fatiche, oppure al farsi compagnia di fronte alla morte di una madre (e la cosa impressionante è che la serenità più grande traspariva proprio da chi la mamma l’aveva persa…).
Insomma, quando scrivo dei post in cui mi permetto di parlare di verità o di positività della realtà, devo proprio riconoscere che la compagnia semplice di AnnaMaria, Valentina, Eva, Carmen, Liliana, Patrizia, Barbara, Maria, Antonella (per citare le più “presenti”) è proprio condizione per me necessaria, per aver chiara ogni giorno la speranza che mi muove.
Stiamo trascorrendo un periodo, nella nostra famiglia, piuttosto faticoso, ma di quella fatica bella, perché sai da dove viene, e dove porta. Ogni tanto c’è il rischio di lasciarsi andare, perché i giorni non sembrano passare mai e viene da chiedersi se arriverà il momento anche per noi di riposare un po’(per me sicuramente non a breve…). D’altra parte è davvero impossibile che la preoccupazione, o lo scoraggiamento prevalgano.
E questo anche perché, ogni lunedì, quando tutti sono usciti per andare a scuola, io inizio a impastare una torta, o dei muffin, lavo velocemente le tazze della colazione (prima o poi mi compro un altro servizio da tè, così evito di dover fare le corse perché le tazze non bastano mai..), cerco di raccogliere i segni del week-end appena trascorso (almeno dal soggiorno), in attesa di qualcuno che viene.
E mi accorgo dell’importanza di questa attesa da come anche i miei figli ne parlano, e non sono nemmeno gelosi se qualcun altro si mangia i dolci della mamma, ma sono contenti di sapere che sì, anche stavolta sono venute, e che abbiamo bevuto la tisana nuova, quella al caramello (perché guardano con curiosità a tutte quelle bustine colorate).
Io non mi ricordo nemmeno precisamente com’è che abbiamo iniziato: ricordo bene che Valentina, mentre eravamo in vacanza due estati fa, si era accorta di una mia fatica e aveva proprio cercato di farmi compagnia (e non eravamo neppure particolarmente amiche). Da quei tempi ci sono stati alti e bassi per tutte, ciascuna ha avuto il suo momento per domandare, e per consolare, per sostenere, e per essere sostenuta. Ci si aiuta, insomma, in quello che è il vero lavoro della vita: dare ragione della speranza che è in noi.
Dopo di che, ciascuna riparte per la sua strada, chi va in palestra, chi a “ritirare” la prima tornata di figli da scuola (siamo tutte mamme piuttosto “numerose”!), chi a preparare il pranzo: ciascuna ha la sua avventura, ma, di nuovo, anche se qualche volta fa un po’ paura (a chi non accade?) sappiamo di non essere sole. Ed è un segno grande, questo, di quella Compagnia, ancora più grande, che non ci lascia mai.
Così, anche quel sant’uomo di mio marito, poverino, che quando mi telefona il lunedì mattina si sente rispondere a monosillabi – sempre che io risponda – se pure mi prende in giro, si sente che è contento. D’altra parte, appena sposati, quando lui partiva per lavoro il lunedì e rientrava il sabato mattina, ogni giorno mi chiedeva a quale amica avessi telefonato (mi aveva proprio dato il compito di chiamare ogni giorno qualcuna!). Devo dire che ho imparato bene la lezione….

16 commenti:

  1. Che bello! Che belle che siete!
    Un abbraccio
    p.s. e un po' vi invidio ;D!

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    1. Vero che fare la casalinga non sembra più così "avvilente" per la donna?? Io mi sento una privilegiata!

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    2. In realtà non ho nemmeno per un momento pensato al fatto che foste o meno casalinghe.
      Ho pensato che siete donne fortunate ad esservi trovate così in sintonia :D!

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    3. Sì, avevo capito. Sono io che ci ho pensato!!

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  2. Mi ha rilassata questo post... che bella la voglia di condividere con amiche care e/o nuove una vita vissuta nelle sue fatiche ma comunque Vissuta nella pienezza e nella consapevolezza.
    baci

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  3. Tè a parte, riconosco in quello che racconti la mia stessa esperienza. Una delle mie torte storiche porta proprio il nome di uno di questi incontri che per noi sono serali. Ti propongo a questo punto uno scambio di ricette perchè la tua torata mi intriga molto!
    Antonietta
    p.s:è solo la seconda volta che commento, ma ti leggo sempre. Grazie per la tua compagnia!

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    1. Grazie Antonella! Guarda, io in cucina vado sempre molto ad occhio. Il punto di partenza per le torte è il quattro quarti al cioccolato: 250 gr di farina, 250 gr di burro, 4 uova, 250 gr di zucchero, 50 gr di cacao amaro e mezza bustina di lievito. Su questo faccio molteplici variazioni al tema: molto meno burro, miele o zucchero di canna al posto dello zucchero semolato (e anche qui spesso riduco le quantità), frutta secca o goccie di cioccolato aggiunte all'impasto... L'ultima news è stata la farina di mais combinata con la fecola di patate, per evitare il glutine. Devo dire che funziona sempre!!

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  4. lo voglio fare anche io il tè del lunedì!!!!!!!!!!!solo che quasi tutte le mie amiche( e tra poco anche io...) lavorano.
    :-(

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    1. Riprendi di già?? Puoi sempre optare per la "tisana della sera": noi lo facevamo, in altri tempi. E io piuttosto che mancare mi sono sempre portata appresso anche il neonato...

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  5. geniale!!! sei geniale davvero!
    quanto manca all'arrivo della piccina?...
    a presto!
    monica

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    1. Manca poco Monica, ma dovrebbe essere maschio (a meno di sorprese...). Speriamo entro i primi giorni del mese prossimo!!!

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  6. esiste un momento in cui riesci a stare senza figli e a parlare con le amiche, che anche loro, in quel momento, sono senza figli???? ma è oro!!!!

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    1. Ecco, questa importante sottolineatura mi fa capire perché quest'anno sono ancora più contenta dell'anno scorso: non ho figli al seguito. Perché finché La Steghetta non ha iniziato l'asilo, a settembre, lei il tè se lo beveva con noi (lo ammetto, ho fatto un uso improprio del lettore DVD in quelle ore del venerdì mattina, ma non mi sento in colpa nemmeno un po'). Ora invece siamo proprio "sole". Ok, durerà ancora poche settimane, ma il neonato, si spera, al massimo avrà bisogno di rifocillarsi anche lui, non dovrebbe però interrompere i nostri discorsi...

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  7. Che bello, davvero non so come altro commentare. Se non forse con un piccolo e umile: vorrei tanto poter esserci anche io :) (faccio un po' il prezzemolino :P) traslocando spesso quello che mi manca sono proprio questi appoggi e quindi capisco perfettamente quanto bene tu possa sentirti.
    E poi adoro thè e tisane, tra l'altro ho da poco scritto un post dedicato proprio al rito della tisana e ti giuro che ancora non avevo letto il tuo di post!

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  8. gabriella serra10 ottobre 2012 18:30

    che invidia le mie circostanze non mi consentono di esserci ma anch'io riconosco qualcosa di bello tra Voi che voglio condividere

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