venerdì 5 ottobre 2012

L’astuccio dell’Ingengere

011
Come ogni anno, settembre è il mese della cancelleria. E devo dire che la cosa mi piace: fin da piccola amavo entrare nelle cartolerie (praticamente ne avevo una sotto casa), e avrei sempre comprato tutto, anche gli articoli di cui ignoravo completamente lo scopo reale. Moltissime delle mie mance sono finite lì, al “Bonazzi” di Piazzale Bertacchi della vecchia Sondrio (ora al suo posto c’è un negozio di scarpe, e ogni volta che andiamo a trovare la nonna e lo vedo mi si stringe il cuore… ).
D’altra parte la spending review ci ha colpiti tutti, e noi che siamo già più che attenti alle spese superflue, abbiamo pensato di mettere a frutto le nostre nuove abilità, ed evitare l’acquisto di quegli articoli che possiamo auto-produrre.
Così La Sartina nell’estate aveva già preparato alcuni astucci, sia per sé che per i fratelli, secondo il bisogno.
L’Ingegnere per il momento aveva declinato l’offerta: l’astuccio dell’anno precedente era ancora in ottimo stato e sarebbe servito egregiamente anche per quest’anno. O almeno questa era la speranza…
Dopo pochissimi giorni di scuola, invece, l’astuccio ci ha abbandonati (non ho colto la dinamica dell’evento, ma la cerniera è definitivamente da buttare). Visto che l’inizio della prima media sta chiedendo un notevole sforzo pomeridiano alla Sartina, che per fortuna sta prendendo il lavoro molto seriamente, anche se ovviamente risente della fatica, ho deciso di occuparmi io di questa vicenda: avrei fatto io l’astuccio per 'L’Ingegnere.
Il quale è stato così caritatevole di ricordarmelo solo un paio di volte, in questi quindici giorni in cui c’è sempre stato qualcosa di più importante da fare…
Ma stamattina mi sono messa al lavoro: seguendo un bellissimo tutorial di Anilina (per chi avesse Facebook, c’è un gruppo sul cucito “…Hai stoffa? Gruppo di cucito autodidatta” che vale davvero la pena seguire, sia per chi è alle prime armi che per le cucitrici più esperte), ho iniziato a produrre un astuccio che avesse una profondità (fino ad ora ci siamo limitati alle bustine).
Che dire? La soddisfazione è grande, in poco tempo il mio astuccio di jeans ha preso forma (come da foto sta pure in piedi da solo…). Vabbè, nella fretta non ho fatto la fodera… Ok, mi sono dimenticata di comprare la cerniera e il velcro è finito. Tra l’altro, siccome non ci ho pensato prima, ho già anche rifinito i bordi, per cui questo prodotto in particolare è destinato a rimanere sempre aperto…
Insomma, diciamo che ho fatto le prove generali. Domani prometto che procuro una cerniera, scelgo insieme all’Ingegnere una stoffa per foderare l’astuccio e ricomincio tutto da capo. In fondo, ho tutto il week-end…

6 commenti:

  1. grazie per la dritta su facebook, anche io sono autodidatta e alla ricerca di spunti per non lasciare troppo sola la macchina da cucire che mi son regalata a Natale grazie ai punti di un supermercato.
    Ricordo mia nonna che da piccole ci preparava vestiti e camicette, adesso ogni tanto le chiedo una dritta ma non è più in forma come una volta

    Sara

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    1. Io sono proprio alle primissime armi, ma se anche i risultatinon sono sempre entusiasmanti, almeno ci divertiamo un sacco!!

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  2. che brava la sartina!
    ora mi tieni sulle spine: vediamo come uscirà l'astuccio dell'ingegnere!
    ciao

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  3. ...mai astuccio fu più bello!

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    1. Non è che L'Ingegnere mi sia parso così entusiasta...

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