venerdì 28 febbraio 2014

Ero una brava mamma…

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… poi è arrivato L’Elfo.

Quando è nata La Sartina avevo 26 anni e non avevo mai tenuto in braccio un neonato in vita mia. Dalla sera alla mattina, dopo quei nove mesi di nausea e di pancione, sono diventata una mamma.

Istantaneamente. Forse allora non me ne rendevo conto come ora, ma in un attimo mi sono scoperta capace di cose che nemmeno immaginavo, viste anche le difficoltà di quel primo allattamento che è partito decisamente in salita.

giovedì 27 febbraio 2014

Il realismo impossibile?

Foto Titolo BlogI miei post di solito nascono di getto. L’impegno sta prima, nello scegliere un tema, un titolo, e, soprattutto, una foto adatta.

La foto è da sempre il mio problema, non so farle, non ho voglia di impegnarmi per imparare,e anche solo andarle a cercare per inserirle mi pare una fatica. Son certa che i lettori di questo blog se ne fossero già accorti da tempo… Le immagini non sono il mio forte, io comunico con le parole.

Una volta compiuto questo “sforzo” iniziale, di solito poi le parole vengono da sole, come quando scrivo una lettera ad una amica. Più impegnativo, piuttosto, il “poi”, la rilettura con conseguente (necessario) taglio di quanto è di troppo (ebbene sì, scrivo ancora più di quel che poi pubblico… Un minimo di autocritica mi permette di sfrondare e tagliare laddove mi pare possibile!).

Questa volta temo non sarà così.

Ho detto basta

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Il momento doveva arrivare, ed è arrivato. Dopo diversi anni di permanenza, più o meno assidua, qualche giorno fa ho preso una decisione netta e nel giro di poche ore ho cancellato il mio account Facebook. Definitivamente.

Devo dire che poi mi sono pentita della impulsività del gesto, nel senso che mi sono resa conto di non aver salutato molte delle persone cui tenevo, il cui unico contatto era proprio attraverso il social network. Ho scritto un messaggio di saluto, e poco dopo… puff! Sono sparita.

Non ho considerato che sarebbe sparito anche il messaggio… forse sarebbe stato meglio lasciarlo lì un paio di giorni, e poi levare le tende. Ma ho temuto, ho temuto di non riuscire a tenere fede alla decisione presa.

lunedì 18 novembre 2013

Sabato mattina: tempo di scuola

openday-2013-02Il sabato mattina, un tempo – molto tempo fa – era una mattina di riposo, proprio di relax. Sveglia tardi, colazione abbondante, lenta e tranquilla preparazione di un buon pranzetto (a volte senza nemmeno togliere il pigiama…). Una pacchia!

Poi c’è stata l’epoca del sabato mattina nel lettone: i figli man mano, svegliandosi, ci raggiungevano, e ancora sono nella nostra memoria vivida le epiche battaglie tra il papà e i due maschietti, le coccole con le femmine. Di volta in volta ci si chiedeva: “ma in quanti ci staremo ancora? tre, cinque… e poi?”. Ora possiamo testimoniare che il lettone ci regge anche in otto… ma non è più facile come prima farci le capriole e farsi il solletico: prima o poi qualcuno cade!

giovedì 31 ottobre 2013

Intermezzo (forse è meglio che al mattino mi beva un caffè!)

20131201_081752Qualche tempo fa siamo andati a trovare la nonna (materna), penso fosse agosto, e abbiamo affrontato, io e il sant’uomo, lo sgombero di un garage che custodiva ancora cose mie. La presenza del sant’uomo è stata necessaria affinché io non decidessi di portare a casa assolutamente tutto quello che trovavo. Insomma, alla fine ce la siamo cavata con una vecchia macchina da cucire, di quelle a pedale, un grande baule verde, di quelli in cui le nonne tenevano il corredo, e qualche scatolone.

Solo…

Nel mese successivo, con molta calma, il contenuto degli scatoloni è stato ispezionato da me e dai figli, entusiasti di scoprire qualcosa della mamma ragazzina, o anche bambina. Qualche vecchio portafogli ha trovato un nuovo padrone, si è scherzato sulle fotografie di classe (quella della quinta ginnasio l’ho nascosta, avevo degli occhiali fotocromatici orribili, di quelli con le lenti sempre un po’ marroncine!!!), qualche oggetto è stato buttato.

mercoledì 30 ottobre 2013

Sorprese (perché certi titoli vanno guadagnati)

 

20131130_083307_Richtone(HDR)Oppure (titolo alternativo): quando si dice il sant’uomo. Non è che un marito arriva a meritarsi tale appellativo (mentre ancora in vita…) così, per niente!

Lunedì sera, mentre si stava già sparecchiando una tavola che voleva essere di festa, ma - devo essere sincera -  ci riusciva ben poco, quando già avevo deposto le speranze in un ripensamento dell’ultimo minuto, ecco che suona il citofono.

E i bambini capiscono al volo, e a me viene da piangere, un po’ per la gioia un po’ per la vergogna di aver dubitato.

lunedì 28 ottobre 2013

Eccolo qui il tuo bambino!

 

2013-10-28Era un anno fa (non proprio, non ancora perché erano le 23:15 di sera), comunque era un anno fa che l’ostetrica esclamò queste parole, e mi mise in braccio un esserino urlante (mamma mia che pianto, non ricordavo tanta potenza nei polmoni dei fratelli!). Per la prima volta, nonostante fosse il sesto parto, mio figlio mi è stato dato subito, ancora tutto nudo, con il cordone ancora attaccato.

Non mi ricordo il nome dell’ostetrica, non me li ricordo quasi mai i loro nomi, ma la devo ringraziare, perché quelle parole da un anno mi tornano alla mente ogni momento, al risveglio, durante un pianto, sostenendo i primi passi: “eccolo qui il mio bambino!”.

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