martedì 29 maggio 2012

La regina della casa

Foto Titolo BlogDopo il discusso post della scorsa settimana, sul valore del lavoro domestico, mi ero ripromessa di approfondire l’argomento.
In realtà c’è tanto da dire che varrebbe la pena scriverci un libro intero, perciò mi sono lasciata prendere dall’ispirazione, e mi sono ritrovata a partire da molto lontano, da un ricordo che risale all’epoca del mio fidanzamento (durante il quale non posso proprio dire di essermi dedicata al lavoro casalingo, tutt’altro. Forse la mia è anche una reazione agli anni di “nomadismo” divisi tra università prima e lavoro poi, fidanzato in una città diversa e casa natale a quasi 200 km di distanza. Uno dei ricordi più belli del viaggio di nozze è stato quando ho svuotato e messo via definitivamente la valigia, al rientro!!).
Anzi, qui si arriva fino all’epoca preistorica, quando io e il mio futuro marito eravamo ancora solo amici…. Più o meno. Perché io, che ho sempre amato fare regali, quando tra noi sembrava che le cose prendessero una certa piega, per Natale, nel lontano 1992 regalai al mio amico un libro, che avevo letto da poco: “I quattro amori” di C.S. Lewis (in assoluto il mio autore preferito). Tra l’altro non gli ho comprato il libro, gli ho proprio regalato il mio (si vede che ero già certa di un destino comune!!). Non si tratta di un romanzo rosa, ma di un saggio su Affetto, Eros, Amicizia, Carità (ok, non è un regalo proprio usuale, d’altronde ci atteggiavamo già tutti e due a filosofi in erba, ci piacevano le letture “alte”).
Fin da allora, entro la bellezza di tutto il testo, che consiglio vivamente a chiunque, indipendentemente dalle inclinazioni filosofiche, mi aveva colpito il modo in cui Lewis parla della supremazia del marito sulla moglie (tipica affermazione che fa infuriare le femministe di ogni tempo). Egli dice che il marito si trova in testa una corona, che se va bene è di carta stagnola, altrimenti è una vera e propria corona di spine. Come dire: possiamo anche parlare di un supposto primato, nel ruolo del marito, ma è il primato del servizio, della cura, a volte della pena.
Non avevo esperienza allora di vita matrimoniale, per cui ho messo da parte questo giudizio, pensando che l’avrei verificato, forse, un giorno. E poi, come capita, me lo sono dimenticato…
Anni fa, però, quando ormai la mia avventura di moglie e di mamma era iniziata da qualche annetto, in un altro bellissimo libro (oggi consigli per gli acquisti!), ho trovato un passo che immediatamente mi ha fatto tornare tutto alla mente. Si tratta di “Ho sete per piacere”, di Vittoria Maioli Sanese. Un ottimo libro di pedagogia pratica, oserei dire, perché l’autrice, che lavora sul campo da anni, invece di limitarsi ad elargire consigli, riporta i testi di alcuni incontri fatti con i genitori, con tanto di domande, obiezioni, racconti. Si tratta di una modalità secondo me vincente, perché permette di immedesimarsi, di rivivere certe situazioni familiari, evitando di imporre delle regole da  applicare, ma suggerendo piuttosto uno sguardo differente sulla propria  quotidianità.
Una sezione del testo si intitola “Serva o regina” ed è dedicato appunto alla condizione della donna entro la famiglia, in vista, in particolare, dell’identificazione delle figlie femmine con la mamma, e della loro concezione di sé. Ad un certo punto troviamo scritto:
L’uomo è così sacro che ha una regina che lo serve. Così sacro che non ha una serva ai suoi ordini, ma una regina che lo cura! … (quando la mamma si alza per servire a tavola) si alza perché lo vuole lei e questo lo fa una regina. Se lo fa perché le piace, perché è bello, perché è contenta di farlo, perché in quel modo lei esprime che vuole bene a suo marito, lo fa da regina e non da serva. (V. Maioli Sanese, Ho sete per piacere, Marietti, MIlano 2004, pagg.126-127).
Ecco, io leggendolo mi sono entusiasmata, perché descrive perfettamente come mi sento io, che in casa sono sempre in piedi, soprattutto duranti e i pasti (e quel sant’uomo a dirmi: “siediti, domanda, faccio io”). D’altra parte è una condizione che non mi pesa. Mi piace preparare i pasti, la tavola. Mi piace che tutti abbiano quello di cui hanno bisogno, quello che a loro piace. E che tutto sia anche bello.
Il che non significa che non ci si aiuti, non si collabori, non ci sia bisogno di una mano. Anche il re, a volte, può cucinare, passare l’aspirapolvere, addirittura stirarsi una camicia. Non perché deve, ma perché ama la sua regina, e quando la vede stanca, appesantita e sfatta, la manda a farsi un bagno caldo e finisce lui le ultime incombenze.
Poi la regina, il mattino dopo, lo sa benissimo che dovrà tornare sui suoi passi, e finire quel che il re ha iniziato. D’altra parte, è lei la regina, nessuno meglio di lei sa come vanno fatte le cose, e nessuno meglio di lei gode nel vedere tutto “a posto”. Per il tempo che dura…

22 commenti:

  1. Anch'io sono una fan di C.S. Lewis e "I quattro amori" mi è stato consigliato dalla mia figlia maggiore!
    La mia impressione è che, pur trovando ogni famiglia un suo equilibrio interno, sia un profondo errore e un impoverimento la tendenza attuale a voler a tutti i costi dividere ogni cosa a metà tra uomo e donna, con un ottica sindacale e recriminante. È bello, arricchente e persino sano che ognuno esprima il proprio specifico di maschile e femminile. Nella cura, nell'esprimere un'accoglienza incondizionata io vedo una grande ricchezza del femminile, così come lo specifico del maschile è piuttosto guidare e sorreggere. Proprio in questa dinamica e in tale dialogo si esprimono tutta la bellezza e le potenzialità del matrimonio. Ho sentito Costanza Miriano, l'autrice di "Sposati e sii sottomessa" fare un bellissimo paragone: parlava di un quadro che raffigura la fuga in Egitto della sacra famiglia. La Madonna è dorso d'asino e ha lo sguardo fisso sul Bambino che tiene tra le braccia, san Giuseppe invece tiene le redini e guarda avanti, tiene d'occhio la strada da percorrere. Questi due sguardi sono egualmente necessari e in questa differenza ciascuno trova la sua grandezza.

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    1. Il libro della Miriano mi manca: è nella mia to-do-list!
      Però l'immagine della Madonna e di San Giuseppe l'avevo già sentita anche io, è esattamente quello che avevo in mente.
      Grazie!

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  2. Molto interessante! Io ho ricevuto in regalo da un amico Sposati e sii sottomessa di C. Miriano e devo dire che è stato veramente illuminante su tanti aspetti.
    Ora, da qui a essere una moglie sottomessa (nel senso "che sta sotto" e quindi "regge") ce ne corre, il mio carattere è piuttosto ...ehm....

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    1. Ecco, è definitivo, devo procurarmi questo libro!

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  3. Bellissime riflessioni...da correre a ordinare i libri...ma soprattutto complimenti a te per come hai affrontato l'argomento con estrema semplicità e chiarezza...da vera regina!

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  4. Quello di Sanese l'ho letto e riletto, su questa scia è molto simpatico Sposati e sii sottomessa, ne ho parlato nel mio blog... l'hai letto?

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  5. Grazie per queste riflessioni!
    Ti leggo da un po' ma non ho mai commentato...bè di cose vorrei dirne , sono mamma di una bimba di 14 mesi e anche il mio sogno sarebbe stato quello di avere una grande famiglia...ma chissà se mai lo realizzeremo...intanto anche io ho la fortuna di poter stare a casa con la mia piccola e non passa giorno senza che mi chieda se sia giusto o no...sto maturando questa scelta piano piano...
    Anche io mi sto nella scrittura di un blog, ma sono ancora agli inizi...passa a trovarmi se ti va!
    Grazie ancora, ti seguo!

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  6. Sulla tua regalità non ci sono dubbi ;)!
    Sul potere/dovere/volontà che deriva dall'essere re o regina a Pallandia non so veramente cosa dirti. Non mi sento regina e nemmeno serva e nemmeno voglio esserlo. Il mio ruolo di madre mi è chiaro, su quello di compagna/moglie non lo so ancora. Alla buon'ora eh!
    Sappi però che coosì mi fai partire per le mie tangenti riflessive che non so dove mi porteranno ;D!

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    1. Buon viaggio allora... leggeremo gli esiti delle tue riflessioni!

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  7. Se non mi sbaglio, Vittoria Maioli Sanese (che naturalmente ho letto grazie a te qualche anno fa, ti ricordi?) da qualche parte scrive anche che la mamma in casa comanda perché il papà, che è il capo, le comanda... di comandare! Che poi per i figli sappiamo quanto conti questa identità se non di vedute senz'altro di posizioni!
    Barbara

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    1. Questa non me la ricordavo nemmeno io! Ma grazie!!

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  8. Stupendo post per il quale non servono commenti. Come sempre sei ispirante!

    Anche io trovo che le "quote rosa" e le "pari opportunità", nella società come nella famiglia, siano un tragico impoverimento per uomini e donne, e nascondano una visione ottusa e miope.

    Grazie dei "consigli per gli acquisti" , sono molto parca in questo periodo, ma questa volta temo che cederò!

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  9. Bellismo post, come anche l'altro sulla realizzazione possibile per la donna in casa e famiglia! (Sappi Cristina che ti leggo ancora regolarmente e con tanto piacere, ma non riesco più a lasciare commenti perché il mio tempo al computer è diminuito proporzionalmente all'aumento della mobilità di mio figlio di 7 mesi :) )
    Avevo letto "I quattro amori" anni fa, all'inizio dell'università, ma lo riprenderò in mano perché mi ricordo davvero poco. Ho letto invece di recente un'altro libro stupendo di Lewis, "Quell'orribile forza", che tratta tra altre cose il rapporto marito-moglie e la condizione della donna. Lo consiglio vivamente!

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    1. E io che credevo di avere letto praticamente tutto di Lewis!! Questo mi manca, ma ancora per poco!!!
      Grazie di avermelo segnalato.

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  10. Anche io non posso fare a meno di farti i complimenti per il post, del quale condivido totalmente il contenuto. Ho letto il libro della Maioli Sanese quando ero mamma solo in potenza e mi è piaciuto tanto, quindi mi sa proprio che lo rileggerò adesso che la mia condizione è cambiata... Per quanto riguarda Lewis, è lo scrittore preferito di mio marito e questo che titolo che hai segnalato tu mi ispira nel titolo e nel contenuto.
    Non sopporto la concezione della donna che si sta formando nella società odierna e nel sentire comune; tale concezione sì che presuppone alla base un complesso di inferiorità dal quale emanciparsi, perchè mette necessariamente in contrapposizione l'uomo e la donna, in tutti gli ambiti, compreso quello familiare, senza tener conto delle differenze naturali e costituzionali tra l'uno e l'altra (e non mi riferisco solo a quelle fisiche, naturalmente), quando invece è la complementarietà la ricchezza, nonché il segreto dell'armonia. Ma, davvero, si potrebbe scrivere un libro in proposito.
    Grazie per questo bello scambio di pensieri, sei proprio una donna speciale!
    Un abbraccio, Ale

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  11. Ma se invece la mamma lavora tutto il giorno fuori casa e il babbo ha un part time? Io sono cresciuta in una famiglia così, con un babbo re e organizzatore della casa e una mamma regina, ma con diverse "deleghe al ministero degli Affari Esteri" :D. Come figlia, moglie e mamma concordo profondamente sul fatto che ciascuno deve esprimere il proprio specifico maschile e femminile nel matrimonio, ma non sempre questo specifico coincide con i ruoli più tradizionali, ed è bello vedere come ogni famiglia cerca e trova i propri equilibri. Grazie per la riflessione che hai condiviso, io ti leggo spesso ma ho commentato oggi per la prima volta per "ampliare" un po' la prospettiva. (mi chiamo Anna, non ho una userID)

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    1. Grazie Anna. E' proprio vero, ciascuna famiglia poi declina secondo le proprie modalità, in base alle caratteristiche dei suoi membri. Ed è bello così!

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