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giovedì 28 agosto 2014

La fatica del portare

20131112_105352 Questo post è una promessa, una promessa che ho fatto tanto tempo fa… ma il tempo, la pazienza. la disponibilità di mettersi in scrivania a mettere insieme due righe sensate, insomma, siamo arrivati fino a qui, e questo post aspetta dalla fine di maggio di vedere la luce…
Meglio tardi che mai.
Avevo ricevuto un invito, un invito che avrei accolto con gioia, mi sarebbe davvero piaciuto andare con lei, e stare con loro, ma in una famiglia come la mia due giorni interi senza la mamma, insomma, non è facile… e sono rimasta a casa, spettatrice delle foto su Instagram (che mi hanno allietato il cuore). La mia amica Glores, consulente del portare, è andata a Genova (senza di me, purtroppo), per incontrare altre amiche “virtuali”, condividere con loro il tempo, la passione per i nostri cuccioli. Sono stati due giorni di incontri e di corsi, che io ho seguito da lontano, ma che desidero assolutamente raccontare, con la voce di chi c’era.

venerdì 18 ottobre 2013

Attenzione: solo per poche

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Il titolo parla chiaro: questo è un post pericoloso. Le informazioni contenute possono generare dipendenza. E soprattutto nuocciono gravemente al portafogli.
D’altra parte, è anche un post decisamente pieno di allegria, di colore. E di legami.
Nella foto qui di fianco (lo so, lo so, appena divento famosa trovo qualcuno che faccia le foto per me) occhieggiano tante stoffe colorate.
Sono le mie (le nostre) fasce. Sono, potrei dire, gli “strumenti” che sto usando al momento per portare L’Elfo (come già avevo portato La Polpetta e La Streghetta, con altri supporti, come ho raccontato altrove).
Ma chiamarli “strumenti” o “supporti” è estremamente limitativo. Da quando sono entrata in questo mondo, in particolare nel mondo della fascia lunga “rigida”, e dopo la mitica gita a Milano per il corso, dove ho davvero imparato (con le mani di Sarah che guidavano le mie) a lavorare la stoffa, a sfogliare, tirare i lembi, “sentire” il tessuto, ho capito di avere incontrato qualcosa di davvero interessante per me.

venerdì 17 maggio 2013

Come una bambina in gita

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Durante il periodo dell’università ho vissuto a Milano per cinque anni o forse un po’ di più, visto che prima di sposarmi ho lavorato in una scuola vicino a piazzale Corvetto, e abitavo a casa di una collega. Ho preso il treno a volte anche sei volte in una settimana, dividendomi tra il fidanzato e la casa materna (in Valtellina). Certo, ne ero talmente nauseata (dal treno) che dopo il viaggio di nozze ho letteralmente buttato via la valigia. Non immaginavo certo che una dozzina di anni dopo un (brevissimo) viaggio in treno l’avrei vissuto come una avventura.
Eppure…

mercoledì 4 luglio 2012

Shopping on line…

004Stamattina, dopo aver “impostato” il lavoro dei grandi (che poi è andato avanti da solo, per fortuna), e aver predisposto per le bimbe un tavolino con pasta di sale (i loro compiti di oggi), diciamo che mi sono persa un attimo (ma giusto un attimo), avendo trovato una splendida occasione per acquistare una fascia lunga rigida (praticamente l’unica che non ho ancora provato) per il nascituro. Insomma, sono al sesto mese di gravidanza e fino ad ora non ho comprato altro che qualche ciripà e un paio di mutandine in lana… Questa poi era una occasione imperdibile…
Diciamo che ho lasciato i figli al loro destino… Per carità, ero al computer sul tavolo insieme a loro, con le piccole sott’occhio… Almeno all’inizio.

lunedì 5 marzo 2012

Portare i bambini: Lesson number four

elefanteIo, La Streghtta (che ancora non camminava) e il nostro Gradipo (fascia tubolare a taglie) ce la siamo goduta tutta l’estate. Ed anche La Polpetta, appena duenne, quando poteva saltava volentieri “in faschia”, per cui a volte andavamo tutte e tre a spasso, una nel passeggino e l’altra portata, a volte davanti, più spesso sul fianco.
Siamo state al parco, abbiamo passeggiato, fatto gite in montagna, e anche shopping. Per i saldi di fine stagione sono andata al centro commerciale, da sola con La Streghetta, confidando che si comportasse bene.

giovedì 1 marzo 2012

Portare i bambini: lesson number three

Volevo portare la mia bambina anche con il caldo. Anzi, volevo portarle tutte e due (perché nel frattempo era nata anche La Streghetta!). La fascia lunga elastica era stata una scoperta tutta nuova, del gusto di tenermi le bambine sempre con me (e non è proprio vero che "si viziano", anzi, se ci penso le due "portate" sono anche le più curiose ed intraprendenti).
Così, seguendo lo stesso criterio di sempre (cercando cioè la persona dietro l'e-shop), sono arrivata sul sito di Anilina Questa volta non ho trovato un bel negozio, una offerta interessante. Ho trovato quella che definisco una amica (anche se ancora non ci siamo mai viste, ma io ci credo che prima o poi sbarcherò a Genova, per visitare l'Anilina Lab).

mercoledì 29 febbraio 2012

Portare i bambini: Lesson number two

Certa di aver imboccato la strada giusta, con la mia fascia ad anelli che potevo però usare solo fuori casa (imbottite io e La Polpetta di giacca e tutone termico), ho iniziato a vagabondare in giro sulla rete, cercando "fasce", "fasce porta-bimbo" e "portare i bambini". Credo che in questi quattro anni la situazione sia decisamente migliorata, anche perché esistono post come questo (che cito in particolare perché è l'ultimo che ho trovato, ce ne sono diversi così ben fatti), che in poche righe offrono una panoramica molto ampia della scelta che si offre ad una mamma oggi che voglia portare.

sabato 25 febbraio 2012

Portare i bambini - Lesson number one

I miei primi tre figli sono cresciuti in modo piuttosto "convenizonale": carrozzina, passeggino, qualche rara gita in marsupio (ma l'ho sempre trovato piuttosto scomodo) e tanto tempo in braccio (soprattutto L'Ingegnere). Prima che nascesse La Polpetta, però, ho visto per la prima volta una mamma con una lunga "sciarpa" rossa, che trasportava la sua primogenita, di poche settimane. Siccome si trattava di una nuova vicina di casa, ora amica, ho iniziato a tempestarla di domande su questa "novità", e ho subito pensato in cuor mio che, se fosse arrivato un quarto pancione (che in realtà stavo già desidarando da un po'), non mi sarei fatta sfuggire questo nuovo "gadget". Perché in realtà in quel periodo non avevo neppure immaginato che cosa fosse davvero "il portare", che tipo di cambiamento avrebbe generato in me e nel mio sguardo sui bambini.

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