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lunedì 23 marzo 2020

Diario di bordo: la conferma del bene




La convivenza stringente - più ancora del solito - ci sta svelando che quell'intuizione che un po' sottotraccia ci accompagna ormai da anni si dimostra, alla prova dei fatti, sempre più vera: il bene non è contraddittorio. Siamo cresciuti in un ambiente culturale che ci porta a pensar sempre al bene come se fosse una buonissima torta, di quelle con il pan di spagna e la panna montata - come quella che ci siamo fatti ieri che era la domenica in Laetare, pure farcita di Nutella - più siamo a farci la merenda, meno torta ci sarà per noi. E, soprattutto, chi prima arriva meglio alloggia, e chi fa tardi rischia di restare a bocca asciutta.
Ma il bene non è così. Il bene, quello che nelle mie cene filosofiche (scriverò anche di questo) son solita definire "perfezione dell'essere" non è contraddittorio: ciò che concorre alla mia perfezione, alla realizzazione di me, è per natura utile in vista del bene comune. La realtà è fatta proprio così, ed è solo quando ci inganniamo, pensando che il nostro bene stia in qualche particolare soddisfazione puntuale, abbiamo la sensazione di "perderci qualcosa", allargando lo sguardo oltre a noi stessi.

mercoledì 18 marzo 2020

Diario di bordo - i compiti


Il test è stato superato: i figli dotati di connessione libera si sono accorti del post, l'hanno letto e non si sono lamentati, anzi... Il che permette di proseguire con certa serenità, nella consapevolezza che è meglio parlare dei piccoli, di quelli che non andranno a leggere cosa scrivo di loro - e soprattutto che non hanno amici che vagano tra blog mammeschi, così da evitare il pubblico ludibrio. Pur vero che in famiglia una certa mania di protagonismo l'abbiamo tutti, ciascuno a suo modo, ma tutto ha un limite.
Nella nostra nuova "casa verticale", come l'ha definita l'Ingegnere, che ricorda un po' "La Tana" della famiglia Weasley (d'altra parte è da sempre che nel gioco del "tu chi saresti?" tra i personaggi fantastici preferiti io mi sento Molly Weasley, e recentemente ho capito perché) le giornate proseguono tutte uguali e tutte diverse, secondo un nuovo ritmo che non ci è stato difficile trovarci addosso.

giovedì 27 febbraio 2014

Il realismo impossibile?

Foto Titolo BlogI miei post di solito nascono di getto. L’impegno sta prima, nello scegliere un tema, un titolo, e, soprattutto, una foto adatta.

La foto è da sempre il mio problema, non so farle, non ho voglia di impegnarmi per imparare,e anche solo andarle a cercare per inserirle mi pare una fatica. Son certa che i lettori di questo blog se ne fossero già accorti da tempo… Le immagini non sono il mio forte, io comunico con le parole.

Una volta compiuto questo “sforzo” iniziale, di solito poi le parole vengono da sole, come quando scrivo una lettera ad una amica. Più impegnativo, piuttosto, il “poi”, la rilettura con conseguente (necessario) taglio di quanto è di troppo (ebbene sì, scrivo ancora più di quel che poi pubblico… Un minimo di autocritica mi permette di sfrondare e tagliare laddove mi pare possibile!).

Questa volta temo non sarà così.

lunedì 18 novembre 2013

Sabato mattina: tempo di scuola

openday-2013-02Il sabato mattina, un tempo – molto tempo fa – era una mattina di riposo, proprio di relax. Sveglia tardi, colazione abbondante, lenta e tranquilla preparazione di un buon pranzetto (a volte senza nemmeno togliere il pigiama…). Una pacchia!

Poi c’è stata l’epoca del sabato mattina nel lettone: i figli man mano, svegliandosi, ci raggiungevano, e ancora sono nella nostra memoria vivida le epiche battaglie tra il papà e i due maschietti, le coccole con le femmine. Di volta in volta ci si chiedeva: “ma in quanti ci staremo ancora? tre, cinque… e poi?”. Ora possiamo testimoniare che il lettone ci regge anche in otto… ma non è più facile come prima farci le capriole e farsi il solletico: prima o poi qualcuno cade!

sabato 15 settembre 2012

Tutto è per te

Logo Canossa

Oggi IO ho iniziato la scuola. Oggi c’è stato l’incontro di inizio anno, con la preside della scuola media e la direttrice della scuola materna e dell’infanzia che frequentano i miei figli (scuole che fan parte della medesima fondazione, per cui l’incontro era comune).

E sono grata di non aver trovato il tempo, ieri, per fare il “resoconto” degli altri primi giorni dei miei bambini, perché ancora di più oggi ho preso consapevolezza di quel che accade, ogni anno, in ogni nuovo inizio.

giovedì 13 settembre 2012

Gocce d’acqua

nuvola_17-1112151440Torno sulla terra, dopo il viaggio teoretico di ieri, anzitutto perché probabilmente la realtà è ancora più interessante della speculazione, e poi perché davvero c’è molto da raccontare.

Nonostante gli impegni siano molti e il pancione di otto mesi aumenti la fatica, mi piace tantissimo la settimana dei rientri scolastici. E non sto parlando, in questo caso, del fatto che posso finalmente tirare un sospiro di sollievo, perché torno a poter disporre un pochino più liberamente del mio tempo (questo fattore non manca, ma non è l’aspetto principale, almeno di questi primissimi giorni)

martedì 3 luglio 2012

Homeschooling estivo

016Sarà che l’idea dell’homeschooing a me non è che dispiaccia (non fosse che la nostra scuola è davvero splendida, e non varrebbe proprio la pena cercare una alternativa), ma devo dire che nemmeno i compiti delle vacanze mi sono mai pesati particolarmente.

Anzi, li ho sempre visti come una occasione per partecipare più attivamente all’aspetto “apprendimento”. Certo, anche durante l’anno facciamo sempre i compiti insieme, sul nostro grande tavolo in soggiorno, ma la fretta, la stanchezza del pomeriggio, il fatto che sono tanti e con tante esigenze diverse, mi fa arrivare a sera più sfiancata che soddisfatta (non sempre, per carità!). Durante l’estate il fatto che i tempi siano molto più dilatati mi permette di “godermi” meglio anche questo momento.

 

venerdì 15 giugno 2012

Una fine, e un nuovo inizio

006La Sartina ha appena concluso la quinta elementare. E siccome da qualche anno gli esami sono stati aboliti, credevo che le emozioni più forti le avrei provate io, di fronte ad una figlia che evidentemente non è più una bambina.

Visto e considerato, poi, che La Sartina continuerà il suo percorso scolastico nello stesso istituto che frequenta ora, dove sicuramente ritroverà buona parte dei compagni delle elementari, non mi aspettavo certo quello che poi è accaduto.

giovedì 15 marzo 2012

Così si fa la storia!

AristoteleAll’Ingegnere piace leggere, o così pare. Alla fine della prima elementare mi ha chiesto se poteva iniziare il primo volume della saga di Harry Potter. Io, che li ho letti tutti, e più di una volta, mi sono sentita riempire di orgoglio materno per la precocità del mio ragazzo. E gli ho prontamente “prestato” il tomo (tra l’altro forse il più breve della serie). Non ricordo bene, ma se nell’ultimo giro di “pulizie” non me lo sono ripreso, giace da allora sulla mensola che fa da comodino (da buon fratello maggiore lui dorme “in alto”). Ma non che non gli sia piaciuto, solo si annoiava un po’.
Dopo Harry Potter, L’Ingegnere ha scoperto la saga delle Cipolline (una serie di libretti su una ipotetica squadra giovanile di calcio). Non che ne fossi proprio entusiasta, ma quando l’ho visto risparmiare per settimane la paghetta, per comprarsi un libro (e non delle figurine o un Gormito), dentro di me ho esultato.  

mercoledì 29 febbraio 2012

Scuola: tempo di decisioni

Ieri mi è capitato di leggere due post, uno di Panzallaria, l’altro su Genitori channel, riguardanti la scelta della scuola elementare (primaria), che proprio in questi giorni vede protagoniste molti genitori di prole cinquenne (ma anche duenne, per chi deve affrontare la scelta dell’asilo – scuola dell’infanzia – ed undicenne, per la scuola primaria di secondo grado – le medie!!). Anche noi per quest’anno (ma non ricordo più l’ultima volta che NON ci è successo), abbiamo due figli da iscrivere al nuovo ciclo scolastico: La Streghetta – inizia l’asilo! – e La Sartina – mammamia ho una figlia che quasi va alle medie, ma se ieri ci andavo io???
Devo dire che la scelta non ci è costata molto impegno: abbiamo riconfermato in ogni caso la scuola che i figli già frequentano, che per grazia ci accompagna dall’asilo (anche nido, per chi ne ha bisogno – noi siamo una “famiglia nido!!”), fino alle scuole medie.

martedì 28 febbraio 2012

Multibase

Il Cavaliere frequenta la seconda elementare e sta affrontando, in questo momento, le unità, le decine e le centinaia. Ora, se c’è una cosa di cui sono entusiasta, da anni, è la scuola che frequentano i miei figli. Ho sempre apprezzato il metodo utilizzato da tutte le maestre, che partono sempre dall’esperienza, per introdurre ogni argomento di studio, ciascuna secondo la propria inclinazione personale (la produzione artistica, il canto, la cucina e il giardinaggio, l’amore per la lettura). In questi cinque anni ho visto l’allevamento di b004achi da seta (sono riusciti a realizzare un intero ciclo vitale, dalle larve al baco e alle nuove larve!), la realizzazione di un orto (con tanto di insalata fresca portata a casa da consumare per la cena!), la produzione di vere e proprie opere d’arte, con tecniche sempre diverse. In seconda elementare La Sartina aveva ogni week-end un libricino da leggere, e da illustrare per il lunedì. Ma un disegno spesso non bastava, all’entusiasmo e alla fantasia che questo appuntamento settimanale suscitava in lei, così ci siamo trovati a realizzare modellini tridimensionali, costruire comignoli, muretti fatti col Das, cannocchiali da cui osservare paesaggi tropicali, in una gara alla creatività che coinvolgeva tutta la famiglia, regalandoci un’abitudine ad amare la lettura (già piuttosto sviluppata nella nostra casa), che nel tempo è diventata vera e propria virtù.

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