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giovedì 27 febbraio 2014

Il realismo impossibile?

Foto Titolo BlogI miei post di solito nascono di getto. L’impegno sta prima, nello scegliere un tema, un titolo, e, soprattutto, una foto adatta.

La foto è da sempre il mio problema, non so farle, non ho voglia di impegnarmi per imparare,e anche solo andarle a cercare per inserirle mi pare una fatica. Son certa che i lettori di questo blog se ne fossero già accorti da tempo… Le immagini non sono il mio forte, io comunico con le parole.

Una volta compiuto questo “sforzo” iniziale, di solito poi le parole vengono da sole, come quando scrivo una lettera ad una amica. Più impegnativo, piuttosto, il “poi”, la rilettura con conseguente (necessario) taglio di quanto è di troppo (ebbene sì, scrivo ancora più di quel che poi pubblico… Un minimo di autocritica mi permette di sfrondare e tagliare laddove mi pare possibile!).

Questa volta temo non sarà così.

martedì 13 marzo 2012

Identità impersonale

Foto Titolo Blog“Entro nel teletrasportatore (…) Lo scanner distruggerà il mio cervello e il mio corpo, registrando nel contempo lo stato preciso di tutte le mie cellule e trasmetterà questa informazione via radio. Poiché il messaggio viaggia alla velocità della luce, ci vorranno pochi istanti perché raggiunga il replicatore, che utilizzando nuova materia creerà un cervello e un corpo perfettamente uguali ai miei. In questo corpo mi sveglierò”. (Derek Parfit, Ragioni e Persone, Il Saggiatore, Milano 1989, p.257)

Lo ammetto, mi piace Star Trek, sono una fan del Dottor Spock, e mi piaceva anche il Dottor McCoy, però qui la questione è molto più seria. Dopo il post della scorsa settimana, Come dar loro torto?, in cui mi sono sfogata in modo - almeno per me - soddisfacente, contro i due cervelli in fuga che dall'Australia ci hanno dimostrato (anche se non pretendono, poi, di avere ragione) che uccidere un neonato è moralmente accettabile (almeno quanto un aborto), mi dispiace per chi mi legge, ma ho pensato che non mi posso fermar qui.
Anche solo per quanto mi fa star bene, intendo continuare a raccontare di teorie folli, e folli "pensatori" (che non mi piace chiamarli filosofi, la categoria è già sufficientemente in crisi), i quali, come niente, tra un caffè e una brioches, arrivano pensare (e a dire!) abberranti assurdità. Che noi non ce ne accorgiamo, ma piano piano, come le supposte di vaselina, certe idee penetrano, e poi le conseguenze fan male! Per esempio: cosa vuol dire mettere in dubbio che tutti gli esseri umani, in quanto tali, siano persone (individui cioè soggetti di diritti e doveri), come fa il caro Tooley, da cui i ricercatori australiani hanno gentilmente preso in prestito la definizione di persona, così da giustificare, in un sol colpo, aborto e infanticidio? Per loro, una persona è tale solo se ha autocoscienza ed aspettative per il futuro, caratteristiche specifiche, che un neonato non soddisfa (e un maiale adulto, o un picchio - per l'amico Berlicche - invece sì). Ma c'è di peggio!

lunedì 5 marzo 2012

Come dar loro torto?

Foto Titolo BlogLa settimana scorsa ho letto un articolo che ha particolarmente suscitato la mia attenzione: due ricercatori italiani presso un istituto australiano (un esempio di quei famosi “cervelli in fuga” di cui pare le università del mondo siano piene?), hanno affermato, senza mezzi termini, che il cosiddetto aborto post-nascita (altro modo per dire infanticidio, più elegantemente “eutanasia neonatale”) dovrebbe essere permesso in ogni nazione (come la nostra) in cui l’aborto sia accettato come pratica legale ed eticamente lecita.
Ho esultato. Ho proprio pensato “finalmente qualcuno lo dice”, perché è assolutamente vero, e basta un po’ di pazienza, quella necessaria per leggere l’articolo intregrale, pubblicato sul Journal of Medical Ethics per trovare le loro ragioni inconfutabili. (Nel frattempo ho trovato una buona traduzione in italiano del testo completo - e sempre nel frattempo il link che avevo messo non è più attivo... Dobbiamo accontentarci della traduzione italiana)

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