
“Entro nel teletrasportatore (…) Lo
scanner distruggerà il mio cervello e il mio corpo, registrando nel contempo lo stato preciso di tutte le mie cellule e trasmetterà questa informazione via radio. Poiché il messaggio viaggia alla velocità della luce, ci vorranno pochi istanti perché raggiunga il replicatore, che utilizzando nuova materia creerà un cervello e un corpo perfettamente uguali ai miei. In questo corpo mi sveglierò”. (Derek Parfit,
Ragioni e Persone, Il Saggiatore, Milano 1989, p.257)
Lo ammetto, mi piace Star Trek, sono una fan del Dottor Spock, e mi piaceva anche il Dottor McCoy, però qui la questione è molto più seria. Dopo il post della scorsa settimana,
Come dar loro torto?, in cui mi sono sfogata in modo - almeno per me - soddisfacente, contro i due cervelli in fuga che dall'Australia ci hanno dimostrato (anche se non pretendono, poi, di avere ragione) che uccidere un neonato è moralmente accettabile (almeno quanto un aborto), mi dispiace per chi mi legge, ma ho pensato che non mi posso fermar qui.
Anche solo per quanto mi fa star bene, intendo continuare a raccontare di teorie folli, e folli "pensatori" (che non mi piace chiamarli filosofi, la categoria è già sufficientemente in crisi), i quali, come niente, tra un caffè e una brioches, arrivano pensare (e a dire!) abberranti assurdità. Che noi non ce ne accorgiamo, ma piano piano, come le supposte di vaselina, certe idee penetrano, e poi le conseguenze fan male! Per esempio: cosa vuol dire mettere in dubbio che tutti gli esseri umani, in quanto tali, siano
persone (individui cioè soggetti di diritti e doveri), come fa il caro Tooley, da cui i ricercatori australiani hanno gentilmente preso in prestito la definizione di persona, così da giustificare, in un sol colpo, aborto e infanticidio? Per loro, una persona è tale solo se ha autocoscienza ed aspettative per il futuro, caratteristiche specifiche, che un neonato non soddisfa (e un maiale adulto, o un picchio - per l'amico Berlicche - invece sì). Ma c'è di peggio!