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giovedì 20 marzo 2014

Mi ricordo quando ero in fila!

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Da quando L’Elfo è entrato nelle nostre vite, prima per l’attesa, poi per l’impegno che richiede (in particolare da parte mia), mi rendo conto che sempre meno mi viene da raccontare quello che accade agli altri.
Soprattutto delle due “piccole” (in casa si sintetizza così: La Sartina viene chiamata per nome, poi ci sono “i maschi”, poi “le piccole” o “le bimbe” e alla fine “il mostro”, che però qui resterà “L’Elfo”), che stanno ripercorrendo un po’ le tappe dei fratelli (anche se in un modo che è tutto il loro).
Ogni tanto però succedono delle cose che davvero ci sorprendono, discorsi davvero esilaranti, oppure conquiste nuove, che ci fanno ricordare che sì, ci siamo già passati, in qualche modo, ma che infondo è sempre tutto nuovo.

mercoledì 30 ottobre 2013

Sorprese (perché certi titoli vanno guadagnati)

 

20131130_083307_Richtone(HDR)Oppure (titolo alternativo): quando si dice il sant’uomo. Non è che un marito arriva a meritarsi tale appellativo (mentre ancora in vita…) così, per niente!

Lunedì sera, mentre si stava già sparecchiando una tavola che voleva essere di festa, ma - devo essere sincera -  ci riusciva ben poco, quando già avevo deposto le speranze in un ripensamento dell’ultimo minuto, ecco che suona il citofono.

E i bambini capiscono al volo, e a me viene da piangere, un po’ per la gioia un po’ per la vergogna di aver dubitato.

martedì 8 gennaio 2013

Pulizie di Pasqua

037Queste vacanze sono state proprio delle belle vacanze (anche se La Polpetta e La Steghetta mi fanno notare che tecnicamente non posso parlare di vacanze, perché siamo rimasti a casa. Una pantofolaia come me si ritrova due figlie con la vocazione turistica. Accidenti!).

Comunque, abbiamo trascorso questo periodo natalizio nel modo che io e quel Sant’uomo di mio marito preferiamo: a casa, tutti insieme. Lui aveva un po’ di giorni di ferie da smaltire  e li ha dedicati tutti a noi. Addirittura ci siamo fatti una lista di cose da fare con i bambini, che poi ovviamente non è stata rispettata, perché ne abbiamo fatte altre.

venerdì 12 ottobre 2012

La cioccolata della sera

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L’immagine è di repertorio. L’ho rubata sul web…

Questo perché non ce la faccio mai a fare la foto: in quel momento, quando stringo la mia tazza calda e fumante, l’ultimo dei miei pensieri è mettermi a fotografare.

La cioccolata calda, spesso con la panna montata, è uno dei piccoli riti che io e quel sant’uomo di mio marito ci concediamo, una sera ogni tanto, dopo che la truppa si è ritirata nelle rispettive stanze.

sabato 16 giugno 2012

Undicenni…

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Continuano a comparire, sulle nostre pagine, fotografie di “prodotti da forno”. Questa è una focaccia la cui lavorazione ha superato le 24 ore di lavoro. Meno male che il grosso l’ha fatto da sola, in lievitazione!!

Comunque, questo è il filo rosso delle nostre ultime giornate, e questa è anche l’unica immagine che sono riuscita a scattare, per una serata davvero speciale.

L'appuntamento con le amiche della Sartina era per le sette di sera: era importante avere il tempo per mangiare, e per guardare insieme questo “film da grandi” che avrebbero scelto. Le amiche sono arrivate, mentre io stendevo impasti, infornavo, tagliavo mozzarella… Ho accolto le mamme in una nuvola di farina, mentre le mie due “piccoline” non stavano nella pelle: per loro è una gioia immensa farsi coccolare dagli amici dei fratelli più grandi.

martedì 29 maggio 2012

La regina della casa

Foto Titolo BlogDopo il discusso post della scorsa settimana, sul valore del lavoro domestico, mi ero ripromessa di approfondire l’argomento.
In realtà c’è tanto da dire che varrebbe la pena scriverci un libro intero, perciò mi sono lasciata prendere dall’ispirazione, e mi sono ritrovata a partire da molto lontano, da un ricordo che risale all’epoca del mio fidanzamento (durante il quale non posso proprio dire di essermi dedicata al lavoro casalingo, tutt’altro. Forse la mia è anche una reazione agli anni di “nomadismo” divisi tra università prima e lavoro poi, fidanzato in una città diversa e casa natale a quasi 200 km di distanza. Uno dei ricordi più belli del viaggio di nozze è stato quando ho svuotato e messo via definitivamente la valigia, al rientro!!).

giovedì 3 maggio 2012

Gita di compleanno

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Oggi quel sant’uomo di mio marito compie gli anni. E non diciamo quanti, perché siccome è più giovane di me (anche se solo di qualche mese), ogni volta che ci penso mi ricordo che sono più vecchia di lui.

E per il suo compleanno, ultimamente, il regalo che preferisce è organizzare una bella gita tutti insieme, in un posto che gli piace. L’anno scorso siamo andati al Museo della Scienza e della Tecnica a Milano, e devo dire che ancora oggi tutti ci ricordiamo con tenerezza il suo entusiasmo incontenibile davanti al sottomarino Toti. Era più estasiato di un bambino in un negozio di dolciumi (o della sottoscritta in un negozio della Camper).

Quest’anno la scelta è caduta sull’acquario di Genova, ma la gita è stata posticipata di qualche giorno, per motivi organizzativi, per cui la settimana prossima, sperando che le condizioni atmosferiche siano dalla nostra parte, partiremo in spedizione verso le meraviglie del mondo sottomarino!

Oggi, però, non volevamo passare la giornata come se nulla fosse, così io e il padre dei miei figli (insieme ad una noiosissima Streghetta, probabilmente risentita per la “levataccia” cui è stata costretta) abbiamo trascorso la mattinata a Milano, dopo aver depositato il resto della truppa a scuola.

Il luogo prescelto per la gitarella non è casuale: nei nostri (lunghissimi) otto anni di “fidanzamento” (a distanza, per di più), Milano è stato uno dei luoghi di incontri più gettonati. Le passeggiate in centro e i film al cinema (il pomeriggio) restano indelebilmente tra i nostri ricordi. Ci piace tornare (nonostante il caos imperante) per riassaporare un po’ quell’atmosfera.

Così abbiamo parcheggiato nel primo posto utile sulla linea gialla della metropolitana, il papà si è caricato La Streghetta sulla schiena con il mei-tai, e siamo scesi per prendere il treno. Speravo in un entusiasmo della Streghetta, che invece ha avuto paura, nonostante la posizione privilegiata, e ha continuato a lamentarsi dicendo di voler scendere. Meno male che le fermate erano poche!
Giunti in centro il primo appuntamento “storico” è stato con la Rinascente. Non è che poi compriamo anche qualcosa, è che sia con il freddo invernale che con il caldo estivo è sempre stato un ottimo luogo di “rifugio”, e poi ci piace un casino curiosare, soprattutto tra i casalinghi, per vedere quali folli novità hanno inventato. Ho letto una volta in un libro (di cui dovrò parlare, prima o poi), che è possibile, nel tempo, sviluppare la capacità di guardare le vetrine con reale distacco, come se la merce esposta non ci riguardasse affatto, un po’ come se stessimo osservando una mostra.

Ecco, per noi la Rinascente è come un museo d’arte contemporanea. E ci facciamo sempre un sacco di risate!! Quest’oggi, però, sono rimasta piuttosto sconcertata dal “lusso” ostentato che ci ho trovato. Non so, forse ero più giovane io e un tempo non me ne accorgevo, ma con i miei vestiti premaman super riciclati, i capelli, che vabbè, devo proprio trovarmi un cappello estivo adeguato, e la mia borsetta che era già fuori moda quattro o cinque anni fa, sinceramente mi sentivo un po’ fuori posto. Cioè, non che io mi sentissi a disagio, per carità, ma mi pareva quasi di “rovinare” l’atmosfera. Comunque, mi devo ricordare di non specchiarmi più in un luogo del genere: mai avevo visto con tale inclemenza la quantità di capelli bianchi che sto collezionando. Anche se ho concluso che non mi stanno poi così male…

Comunque, il vero luogo di perdizione, per noi, sono le librerie, e abbiamo trascorso i momenti più piacevoli divisi tra Feltrinelli e Mondadori. Pur essendo il suo compleanno, quel sant’uomo ha dimostrato di meritarsi sempre di più tale appellativo, cedendo all’acquisto di un nuovo libro di Munari per i figli.

L’insofferenza della Streghetta (crescente con il passare del tempo,e decisamente molesta) mi ha spinto a tentare l’azzardo: nonostante la pancetta che comincia a protendere, e le gambe che necessitano di sostegno per reggersi, ho sperimentato una nuova legatura (credo che si chiami “tibetana”) e sono riuscita a caricarmela sulla schiena senza premere sulla pancia. Devo dire che la ragazza si è calmata subito… Vedremo domani l’esito sulle mie giunture!

San SatiroPurtroppo la visita alla chiesetta di una traversa di Via Torino (Santa Maria in San Satiro), che il padre dei miei figli desiderava da tempo, non è stata possibile: siamo incappati proprio nell’orario di chiusura (dalle 11:30 alle 15:30, un po’ lunghetto, no?).

Moolto più deleteria, invece, la “visita” alternativa (assolutamente casuale e non programmata) al negozio delle Camper (di cui sopra) di Via Torino (ne ignoravo completamente l’esistenza!). Non ho resistito: sono dovuta entrare. La collezione estiva comprende una serie di scarpe sui toni del blu e dell’azzurro che mi sarei comprata tutte, immediatamente, senza neanche bisogno di provarle. Che poi, diciamocelo, cosa sono cento euro per un paio di scarpe che ti durano tutta la vita?? (il mio primo paio di Camper risale a sette anni fa, le ho portate quasi ogni giorno nei mesi autunnali e invernali, e sono ancora lì, non in splendidissima forma, ma ancora portabilissime). La risposta che mi sono data è: sono troppi, se quel paio di scarpe sono assolutamente bellissime, ma non mi servono. E poi oggi non è mica il mio compleanno, no? Ho cercato di tornare nella modalità “visita al museo” e siamo passati oltre.

Ora, tornati a casa nella (vana) speranza di far dormire una Streghetta sempre più insopportabile (nei rari istanti di buon umore parla a raffica, altrimenti si lamenta di tutto…), attendiamo con ansia l’ora di cena. Una carissima amica, Antonella, si è resa disponibile a venire a casa nostra, per occuparsi di tutta la truppa, mentre noi sfrutteremo i Ticket rimasti per andare a farci (stavolta in solitaria) una bella mangiata di pesce. La parola d’ordine è una, e molto chiara: stasera non si parla di figli!!

mercoledì 28 marzo 2012

Guest Post: Come fa un aereo a volare?

Profondamente grata e commossa per la dedizione dimostrata da quel sant'uomo di mio marito, ecco la sua pronta risposta alla nostra richiesta: come fa a volare un aereo?

giovedì 8 marzo 2012

Husband Attachemnt

imagesCABVL6QKOggi è l’otto marzo, e a parte il fatto che adoro il profumo delle mimose, e la torta mimosa è una delle mie preferite, e anche la parola stessa (mimosa) mi è molto cara… per il resto, della festa della donna non me ne è mai importato nulla.
Sarà perché tra i periodi più belli della mia infanzia (e più divertenti) ricordo i due anni di scuola elementare frequentati in quello che era stato un “collegio maschile”, che io evidentemente frequentavo da esterna, e che contava una percentuale di maschietti decisamente alta. Lo ammetto, giocavo con le Barbie, (quando ero sola) ma vogliamo mettere un pomeriggio di “nascondino”, o, meglio ancora, di calcio Balilla?? In qualche modo, sono sempre stata un maschiaccio…

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