venerdì 18 aprile 2014

Lettrice di me stessa


Oggi ho appena sperimentato qualcosa di completamente nuovo per me, qualcosa che definirei un attacco di "nostalgia da blogger".
In pratica, non appena finito di pubblicare l'ultimo post, mi sono fatta attrarre dai vari "suggerimenti" a piè di pagina, iniziando a rincorrere qua e là, tra i link, i racconti delle nostre storie passate.
Credo sia la prima volta che mi metto a rileggere i miei post (fatto salvo quello sulla ricetta dei waffel, che vado a ripescare ogni volta che li faccio, talmente pigra da non aver ancora ricopiato la ricetta!).
A partire dai post con l'albero, come quello qui a fianco, che sono i miei post più "filosofici", fino a quelli più brevi, che in poche battute delineano un prezioso momento vissuto insieme.
Accidenti! Credevo di aver scritto queste pagine per tutti quelli che hanno abbastanza pazienza per leggermi... ma non credevo che un giorno tra i miei lettori ci sarei stata pure io!

giovedì 17 aprile 2014

Gradini



Eccoci, per la sesta volta, in quella che io definisco "l'età dei gradini". Succede sempre così, arriva un giorno, di solito durante una Santa Messa domenicale, in cui il piccolino di turno comincia a guardare quel gradino dell'altare laterale, che di solito occupiamo quasi per intero, come qualcosa di incredibilmente interessante. Qualcosa che lo attrae a sé, come una forza gravitazionale a cui è  impossibile resistere.

Un gradino.

mercoledì 16 aprile 2014

Gratitudine, l'unica speranza

Contravvenendo immediatamente a quanto scritto ieri (non dicevo forse di essere campionessa mondiale di salto del "fioretto"?), oggi devo dire qualcosa. Non una opinione, ma una speranza.

Il sant'uomo è a Roma da ieri, per lavoro, perciò il compito di accompagnare l'intera prole a scuola è passato a me.
Devo dire che tutto è andato più che bene, e all'alba delle 7:20 tutti quanti eravamo già in automobile, L'Elfo compreso...

Consegnati i figli, sulla via del ritorno mi sono ritrovata ad ascoltare la radio in automobile, come non mi capitava più da tempo (da che è nato L'Elfo quante abitudini sono cambiate!). Ho sempre avuto una certa predilezione per Radio 24, nonostante l'evidente disparità di opinioni, per l'appunto, che spesso mi capita di sperimentare. Non sono riuscita a trovare una alternativa, fino ad ora, perché tutti i vari programmi di "intrattenimento" mi sembrano sempre troppo "vacui" e sciocchi, piuttosto ascolto un po' di musica direttamente dal cellulare.

martedì 15 aprile 2014

Opinioni

Quando stamattina una mia carissima amica, durante un bel dialogo di quelli nostri del "mercoledì mattina" (che era il the del lunedì, un tempo, e che oggi è stato di martedì, ma abbiamo dovuto anticipare causa impegni della Settimana Santa), mi ha detto, come stupita: "ma non scrivi più?", mi sono sentita subito addosso come un contraccolpo: "accidenti, non ho scritto più!".
Dopo il distacco da FB, dopo un inizio di ripresa, sono passati giorni, e tanti, senza che mi venisse in mente di mettere giù due righe. Come mai?
Stavolta non si è trattato di una decisione, e nemmeno, mi pare di poter dire, di troppi impegni.
L'Elfo, anzi, in questo ultimo periodo, finiti di crescere i dentini (almeno per ora!) mi sta regalando proprio un bel periodo: mangia, gioca, dorme bene la notte... Rileggo quel post di qualche tempo fa e mi sento quasi in colpa per averne parlato male!

giovedì 20 marzo 2014

Mi ricordo quando ero in fila!

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Da quando L’Elfo è entrato nelle nostre vite, prima per l’attesa, poi per l’impegno che richiede (in particolare da parte mia), mi rendo conto che sempre meno mi viene da raccontare quello che accade agli altri.
Soprattutto delle due “piccole” (in casa si sintetizza così: La Sartina viene chiamata per nome, poi ci sono “i maschi”, poi “le piccole” o “le bimbe” e alla fine “il mostro”, che però qui resterà “L’Elfo”), che stanno ripercorrendo un po’ le tappe dei fratelli (anche se in un modo che è tutto il loro).
Ogni tanto però succedono delle cose che davvero ci sorprendono, discorsi davvero esilaranti, oppure conquiste nuove, che ci fanno ricordare che sì, ci siamo già passati, in qualche modo, ma che infondo è sempre tutto nuovo.

domenica 16 marzo 2014

Sant’Ambrogio L’educazione dei figli

 

download"L'educazione dei figli è impresa per adulti disposti ad una dedizione che dimentica se stessa: ne sono capaci marito e moglie che si amano abbastanza da non mendicare altrove l'affetto necessario.
Il bene dei vostri figli sarà quello che sceglieranno: non sognate per loro i vostri desideri.
Basterà che sappiano amare il bene e guardarsi dal male e che abbiano in orrore la menzogna.
Non pretendete dunque di disegnare il loro futuro; siate fieri piuttosto che vadano incontro al domani con slancio anche quando sembrerà che si dimentichino di voi.
Non incoraggiate ingenue fantasie di grandezza, ma se Dio li chiama a qualcosa di bello e di grande, non siate voi la zavorra che impedisce di volare.
Non arrogatevi il diritto di prendere decisioni al loro posto, ma aiutateli a capire che decidere bisogna, e non si spaventino se ciò che amano richiede fatica e fa qualche volta soffrire: è insopportabile una vita vissuta per niente.
Più dei vostri consigli li aiuterà la stima che hanno di voi e la stima che voi avete di loro; più di mille raccomandazioni soffocanti, saranno aiutati dai gesti che videro in casa: gli affetti semplici, certi ed espressi con pudore, la stima vicendevole, il senso della misura, il dominio delle passioni, il gusto per le cose belle e l'arte, la forza anche di sorridere.
E tutti i discorsi sulla carità non mi insegneranno di più del gesto di mia madre che fa posto in casa per un vagabondo affamato: e non trovo gesto migliore per dire la fierezza di essere uomo di quando mio padre si fece avanti a prendere le difese di un uomo ingiustamente accusato.
I vostri figli abitino la vostra casa con quel sano trovarsi bene che ti mette a tuo agio e ti incoraggia anche ad uscire di casa, perché ti mette dentro la fiducia in Dio e il gusto di vivere bene".

S. Ambrogio - Vescovo di Milano - IV° secolo dopo Cristo

venerdì 28 febbraio 2014

Ero una brava mamma…

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… poi è arrivato L’Elfo.

Quando è nata La Sartina avevo 26 anni e non avevo mai tenuto in braccio un neonato in vita mia. Dalla sera alla mattina, dopo quei nove mesi di nausea e di pancione, sono diventata una mamma.

Istantaneamente. Forse allora non me ne rendevo conto come ora, ma in un attimo mi sono scoperta capace di cose che nemmeno immaginavo, viste anche le difficoltà di quel primo allattamento che è partito decisamente in salita.

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