lunedì 28 maggio 2012

Ore 16:00: noi, siamo qui

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Come si diceva, ogni giorno verso le 18:30 scatta a casa nostra l'ora K.
D’altra parte, non è quello l’unico momento critico della giornata. Ce n’è un altro, che significativamente pone inizio ai nostri pomeriggi insieme, ma che ultimamente per noi è diventato più sereno e vivibile.
Ogni giorno, infatti, verso le 16:00 mi reco alla scuola frequentata dai miei “grandi” (per fortuna frequentano tutti il medesimo istituto). I ragazzi delle elementari hanno terminato le lezioni alle 15:30, e possono giocare (sorvegliati) in un salone o in un cortile della scuola fino all’orario di uscita della scuola materna. Non è un servizio da poco, considerato anche il fatto che viene offerto gratuitamente, per tutte le mamme che, come me, in caso contrario dovrebbero attendere una mezz’ora i fratellini più piccoli, mentre i grandi scalpitano per tornare a casa dopo la giornata faticosa. Questo momento di “stacco” serve anche a loro per sfogarsi, prima di risalire in macchina (abbiamo una ventina di minuti di strada fare…).
Comunque, nonostante questo bell’aiuto, ogni giorno questi brevi istanti (trovare il parcheggio, scendere, recuperarli tutti e caricarli in auto) sono stati sempre piuttosto caotici. Un po’ per la lotta al posto migliore (che poi non è mai lo stesso) - visto anche che ultimamente in particolare La Polpetta esce dall’asilo piuttosto stanca e frignona, e spesso sceglie vicino a quale fratello sedersi, senza possibilità di mediazione - un po’ perché tutti, giustamente, sono ansiosi di raccontare la loro giornata. Mi sembra molto bello, e giusto, che ciascuno desideri condividere le gioie, o le delusioni del giorno; mi piace sentire i loro racconti, gli entusiasmi per le novità conosciute e incontrate nella mattina, D’altra parte quando pretendono di farlo tutti insieme, la situazione diventa come minimo caotica, e spessissimo iniziano a litigare per chi ha preso per primo la parola, a parlarsi sopra: un disastro!
Devo dire che ho provato di tutto: decidere i posti in auto in modo stabile (impossibile, soprattutto quando capita di accompagnare amichetti o vicini di casa, anche in base ai seggiolini auto disponibili), dare un ordine di priorità ai racconti (ma come fare? non ne sono stata capace!). Ho anche provato ad iniziare il viaggio con una preghiera, ma non siamo riusciti ad essere fedeli nemmeno a questo.
Poi, per caso, un giorno mi è capitato di avere l’autoradio sintonizzata su Radio 24 (una emittente che ascolto sempre con piacere, ma raramente nel pomeriggio), e abbiamo scoperto che alle 16:00 ogni giorno inizia un programma che ha ipnotizzato tutti: Voi siete qui, di Matteo Caccia.
Conoscevo già il personaggio, mi capitava di ascoltarlo tempo fa su Radio2 (non ricordo a che ora), quando per un anno finse di aver avuto una amnesia che aveva cancellato la memoria di tutta la sua vita precedente. Poi l’ho perso di “vista”, probabilmente gli orari in cui trasmetteva non erano più compatibili con i miei. La Sartina era l'unica, allora, ad essere abbastanza grande per apprezzarlo, e già ogni tanto mi chiedeva "c'è Matteo Caccia?". Si è molto stupita, un giorno, quando abbiamo scoperto che Matteo ha la stessa età del nostro papà: a lei sembrava un ragazzo molto più giovane!!
Ora il programma che conduce su Radio 24 si basa invece sulle storie scritte e inviate dal pubblico. Sono storie semplici, spesso davvero quotidiane (altre volte sorprendenti), ma devo dire che sia io che i bambini siamo molto attratti dl modo di raccontarle del conduttore, che le rende sempre avvincenti e coinvolgenti. Ora salendo in macchina mi dicono: “mamma, accendi la radio, è già iniziato?!”. Più o mento tutti ascoltano volentieri la storia del giorno, e a volte ci è capitato di restare un attimo sotto casa, in macchina, per finire di ascoltare qualche racconto.
Poi, una volta raggiunto il nostro focolare domestico, è più semplice dare a ciascuno il proprio spazio (mentre uno si toglie le scarpe, l’altro viene a raccontarmi qualcosa, poi durante la merenda, c’è chi mastica e chi coglie l’occasione per dire la sua). Io, tra l’altro, non sto guidando, perciò posso dedicarmi a loro con più attenzione (guardandoli, invece che ascoltarli semplicemente. Tante volte uno sguardo o una espressione dice molto più di tutte le loro parole).
Perciò, sono molto grata a Matteo Caccia, il suo programma è divertente e “a misura di famiglia” (le tematiche affrontate sono sempre adeguate, e trattate con garbo. Non mi sono mai trovata in imbarazzo o incapace di affrontare un discorso). A volte, addirittura, quello che ascoltiamo diventa spunto per aprire un “dibattito” casalingo, come quella volta che abbiamo ascoltato il racconto di un ragazzo che faceva la sua proposta di matrimonio alla donna di cui era innamorato. Tutti hanno subito iniziato a domandare il racconto di come fosse andata, tra me e quel sant'uomo di mio marito, e la sera a cena se ne stava ancora parlando.
Anche questo mi sembra un aspetto significativo: il mio obiettivo non è mai stato certo quello di “spengere” i miei figli per poter fare il viaggio in pace. Semplicemente non riuscivo a creare un clima e delle condizioni tali per stare insieme serenamente. Questo momento di ascolto comune crea un po’ di tranquillità, senza alienare i cervelli, ma permettendoci di scendere dall’auto e iniziare il pomeriggio con più calma.
Non sempre, ovviamente…. ci sono giorni in cui non c’è Matteo Caccia che tenga, chi si lamenta, chi grida, chi piange. D’altra parte, sono bambini!!

13 commenti:

  1. e come darti torto, è difficile per me con 2, uno dei quali ancora non parla... il rientro da scuola è un momento complicato, fra stanchezza, "vai a togliere le scarpe e lavare le mani", merende, e "mamma giochi con me?" quando c'è una cena da preparare... trovo però che sia molto bello poter parlare e discutere con i propri figli. il mio grande ha 3 anni e mezzo ma ogni giorno gli argomenti diventano più complessi e le conversazioni più articolate (le domande più difficili), e saper essere all'altezza della situazione è una sfida che mi piace e mi diverte molto ;-)

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    1. Effettivamente quando sono piccolissimi insieme è anche peggio. Allora io però li avevo all'asilo comunale, a pochi passi da casa, e l'operazione rientro durava notevolmente meno (anche se a piedi con carrozzina del Cavaliere e gli altri due saldamente "appesi" ai lati, insomma, fisicamente sfiancante...)

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  2. anche a me piace tantissimo Matteo! Sono "fan" da quando conduceva aria condizionata su radio 2| Poi è iniziato il periodo dei mockumentary! Hai ragione: ha proprio misura! io li devo ascoltare in podcast perchè a me radio24 non si prende!
    Io per avere un momento sereno in macchina sono ancora alla fase "il pulcino ballerino"!

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    1. Ecco, forse io con il crescere dei primi ho messo da parte le canzoni dei bambini... D'altra parte L'Ingengere credo che non potrebbe reggere al "pulcino ballerino", contemporaneamente al calo degli zuccheri...

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  3. radio 24 è anche la nostra emittente preferita, non solo per programmi avvincenti come questo, ma anche per altri programmi di attualità la cui parzialità , soprattutto in tempi difficili come questo, rasenta l'indecenza, e che ci aiutano a tenere i piedi per terra!
    insomma, per noi è una radio-disincanto, finestra impietosa sul mondo. (Anche la loro scelta delle pubblicità è illuminante... avete notato?)
    Comunque, data l'assenza di musica e la varietà dei programmi, è di gran lunga la piu' ascoltabile e la piu' ricca. Nonostante cio' i nostri bimbi la vorrebbero sempre spenta perchè distrae troppo noi grandi dalle loro chiacchiere e dalle loro esigenze !

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    1. Non ho mai ascoltato questo programma: grazie per il consiglio.

      Se no sai cosa potresti fare? Potresti costruire un dato e scrivere su ogni lato il nome di un bambino; così ogni giorno l'ordine di "parola" è stabilito dal dado.
      Magari potresti decidere un tema al giorno, in modo che nei 20 minuti di strada tutti facciano in tempo a rispondere. Per esempio: "Qual è la cosa più buona che hai mangiato in mensa? Quale attività ti ha reso più contento?"

      Così, è solo un'idea! Poi a casa ognuno può avere più spazio e tempo per parlarti, come dici tu.

      E non dimenticare anche il lato del dado per la mamma!

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    2. Cara Anilina, come cambiano crescendo!! Ora i miei dicono: "silenzio che comincia Matteo Caccia!!"

      Sul fatto di "guidare" la conversazione, Chiara, la vedo grigia. Prchè è già tutto il giorno che sono costretti a "contenersi", durissima mettere una regola, anche se di gioco.

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  4. carina come idea... proprio oggi ho scritto un post su come i nostri figli non si accontentino mai...ci sono giornate caotiche e ti sembra sempre di non accontentarli mai....ci vuole tanta e tanta pazienza...ma davanti a te ...alzo le mani :P

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    1. Davvero, ci vuole proprio una certa "resistenza". Anche perché molte volte le conquiste che sembravano acquistite in un attimo vanno a gambe all'aria!

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  5. Ascolto matteo da un paio d'anni, ho partecipato anche a voi siete qui (sul blog c'è la storia che è andata in onda), sono mamma e ti leggo da un po'...che bello quando i diversi ambiti di vita si riuniscono!

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    1. Però adesso ci devi dire quale era il tuo racconto!

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  6. noi abbiamo i cd delle storie raccontate, adesso è il periodo del Libro della Giungla, prima di Pinocchio, piano piano dovrò trovarne un altro...

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    1. Anche io li avevo da bambina... Anche di quelli abbiamo fatto una overdose nei primi anni dei "grandi", adesso per loro non bastano più. Povere le mie piccoline, costrette a crescere anzitempo!

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