giovedì 8 marzo 2012

Steckturm Siebenstufen

Art11190Volendo fare un regalo al Cavaliere, per definizione, basta una spada per farlo felice. Se corredata dal suo scudo, ancora meglio. In casa, perciò, abbiamo un’armeria notevole, tanto che spesso anche La Streghetta e La Polpetta si dilettano in duelli all’ultimo sangue. Chissà perché, ma una spadata in testa arriva sempre, prima o poi, all’Ingegnere. Sarà perché se la merita, e al proprio destino non si sfugge. Tutto sta nello spiegare alla Streghetta la sottile differenza tra una spada di legno ed una in gommapiuma. Prima o poi confido che ci riusciremo. Oppure L’Ingegnere imparerà a stare in casa con l’elmetto in testa, che è sempre una soluzione.
Quest’anno, però, poco prima del suo compleanno (del Cavaliere), per soddisfare un mio desiderio, quel sant’uomo di mio marito mi ha portato in “gita” a Milano (e poi qualcuno mi chiede se è davvero santo! Ci va ogni giorno per lavoro, un giorno di ferie, e mi ci faccio portare io…).

mercoledì 7 marzo 2012

Tra Sant’Agostino, Locke e Hume: Alice, numero uno!

015Quando abbiamo fatto l’ultimo trasloco, ormai quasi otto anni fa, non è stato un problema trasferire le stoviglie, i vestiti (di due figli e mezzo, perché ero al sesto mese della gravidanza del Cavaliere), tutte le cianfrusaglie che ci sono in una casa. Quel che ha creato un po’ di difficoltà sono stati i ventuno scatoloni di libri, da portare a mano su per una rampa di scale (grazie ancora agli amici che ci hanno lasciato la schiena!!). Perché io e il padre dei miei figli condividiamo tante passioni, ma quella per la parola scritta (sulla carta!) è una vera e propria malattia. Quando le bocche da sfamare erano meno, e il tempo a disposizione un po’ di più, le puntate in libreria erano il nostro sport preferito (e anche questo si vede dal nostro girovita!!). Al secondo posto il Blockbuster (per fortuna i DVD pesano meno dei libri).

Ma come fai a fare tutto?

IMG_20120306_204934
Ecco, per tutti quelli che in questi giorni mi hanno chiesto: ma come fai a fare tutto? Ma come sono bravi i tuoi bambini! Ma dove lo trovi il tempo per scrivere? eccetera, eccetera…
Ecco in nostri scheletri nell’armadio: io non cambio le lenzuola di tutti i letti rigorosamente ogni venerdì sera (so che c’è chi lo fa). Non mi lavo i capelli ogni sera, prima di andare a dormire (affermazione superflua per chi mi conosce, ma non è un caso se sulla foto del profilo porto il cappello).
Non andiamo a dormire con i pigiami coordinati (nel senso che spesso la parte di sopra non è il sopra della parte di sotto – e non solo le piccoline, che magari hanno ancora qualche incidente, parlo soprattutto di me).

martedì 6 marzo 2012

Devo uscire più spesso?

CarbonciniDomenica pomeriggio sono uscita. Da sola. Significa che quel sant’uomo di mio marito si è trovato da solo con tutta la tribù. Vero è che le due piccoline hanno dormito per gran parte del pomeriggio (ma, dico io, vengono avvisate? C’è qualcosa nell’aria che annusano, per cui si rendono conto che la mamma non c’è, e non avrebbe senso quindi svegliarsi dopo quindici minuti di sonnellino, come accade spessissimo durante la settimana?), e la relativa tranquillità domestica ha permesso delle attività altrimenti impossibili.

Al padre dei miei figli piace disegnare. Come la musica classica, è una delle sue passioni (una delle meno moleste, mi permetto di aggiungere).

lunedì 5 marzo 2012

Come dar loro torto?

Foto Titolo BlogLa settimana scorsa ho letto un articolo che ha particolarmente suscitato la mia attenzione: due ricercatori italiani presso un istituto australiano (un esempio di quei famosi “cervelli in fuga” di cui pare le università del mondo siano piene?), hanno affermato, senza mezzi termini, che il cosiddetto aborto post-nascita (altro modo per dire infanticidio, più elegantemente “eutanasia neonatale”) dovrebbe essere permesso in ogni nazione (come la nostra) in cui l’aborto sia accettato come pratica legale ed eticamente lecita.
Ho esultato. Ho proprio pensato “finalmente qualcuno lo dice”, perché è assolutamente vero, e basta un po’ di pazienza, quella necessaria per leggere l’articolo intregrale, pubblicato sul Journal of Medical Ethics per trovare le loro ragioni inconfutabili. (Nel frattempo ho trovato una buona traduzione in italiano del testo completo - e sempre nel frattempo il link che avevo messo non è più attivo... Dobbiamo accontentarci della traduzione italiana)

I Santi Bambini: san Tarcisio

San TarcisioIeri sera nella nostra cena in silenzio abbiamo rispolverato una lettura che avevamo già affrontato insieme ai bambini, anche se qualche anno fa (infatti è stata una riscoperta per tutti): la bella storia di San Tarcisio.
Per me è un ricordo molto caro dell’infanzia: avevo un bellissimo libro di storie di santi bambini, che ho letto moltissime volte. L’idea che la santità non fosse qualcosa solo per “i grandi”, che sapevano e potevano fare tante cose “importanti” mi ha sempre dato molta consolazione.

Portare i bambini: Lesson number four

elefanteIo, La Streghtta (che ancora non camminava) e il nostro Gradipo (fascia tubolare a taglie) ce la siamo goduta tutta l’estate. Ed anche La Polpetta, appena duenne, quando poteva saltava volentieri “in faschia”, per cui a volte andavamo tutte e tre a spasso, una nel passeggino e l’altra portata, a volte davanti, più spesso sul fianco.
Siamo state al parco, abbiamo passeggiato, fatto gite in montagna, e anche shopping. Per i saldi di fine stagione sono andata al centro commerciale, da sola con La Streghetta, confidando che si comportasse bene.

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...