venerdì 8 marzo 2013
In vino veritas
lunedì 4 marzo 2013
A ciascuno il suo (dedicato a Fabia)
Questo post giace da giorni e giorni sul mio desktop, con il titolo (anche se di solito è l’ultima cosa che scrivo, stavolta invece è stata la prima) e tante buone intenzioni. Eppure resta lì a guardarmi, e io non vado avanti.
Il fatto è che, nella vita, spesso quando una cosa si domanda, quella poi accade, e accadendo stravolge i progetti e le aspettative.
Qualche giorno fa io avevo desiderato una svolta e avevo scritto di getto una proposta. A dire il vero poco dopo me ne ero già vergognata, mi era sembrata una delle mie solite uscite un po’ presuntuose, come se avessi dato per scontato che qualcuno desiderasse “venire a vedere”. D’altra parte dopo un anno di blog (non ho nemmeno “festeggiato”, ho in mente tante cose e ne combino sempre meno…) cercando di fare un bilancio mi sono accorta che ciò per cui vale la pena andare avanti non sono assolutamente le valanghe di euro raggranellati con le affiliazioni e co. (per la cronaca nemmeno un cent.!!), ma senza alcun dubbio la compagnia che ne è scaturita. Perché non ci siamo fermati al “virtuale”; e così sabato a pranzo abbiamo ospitato la famiglia di “Bimbo cercasi”, e abbiamo conosciuto anche “Il Navigante”. Quel che mi stupisce, in queste occasioni (non è stata la prima volta, avevamo conosciuto tempo fa il papà con il pancione, che presto ha promesso tornerà a trovarci con la sua famiglia) è che è proprio vero che da due chiacchiere sul web può nascere un rapporto, nonostante le distanze e le differenze, e che questa amicizia è davvero contagiosa. Tanto è vero che Il Navigante, uscito dalla nostra casa, ha fatto rotta verso la cantina di Barbara, dove ha acquistato dell’ottimo vino, e, sono certa, ha goduto dell’ottima compagnia della famiglia che lo produce.
venerdì 1 marzo 2013
Vent'anni
Ogni battuta è più bella, più piena e più entusiasmante. Che l'opera non abbia mai fine e continui sempre a sorprenderci. Quale nuova aria ci aspetta?
mercoledì 13 febbraio 2013
martedì 12 febbraio 2013
La vita buona (una svolta)
“E’ sempre rischioso tracciare paralleli troppo precisi fra un periodo storico ed un altro, e far i più fuorvianti di tali paralleli vi sono quelli che sono stati tracciati tra la nostra epoca in Europa e nel Nordamerica e l’epoca in cui l’impero romano declinava verso i secoli oscuri. Tuttavia certi parallelismi esistono.
Un punto di svolta decisivo in quella storia più antica si ebbe quando uomini e donne di buona volontà si distolsero dal compito di puntellare l’imperium romano e smisero di identificare la continuazione della civiltà e della comunità morale con la conservazione di tale imperium. Il compito che invece si prefissero (spesso senza rendersi conto pienamente di ciò che stavano facendo) fu la costruzione di nuove forme di comunità entro cui la vita morale potesse essere sostenuta, in modo che sia la civiltà sia la morale avessero la possibilità di sopravvivere all’epoca incipiente di barbarie e oscurità.
Se la mia interpretazione della nostra situazione morale è esatta, dovremmo concludere che da qualche tempo anche noi abbiamo raggiunto questo punto di svolta. Ciò che conta, in questa fase, è la costruzione di forme locali di comunità al cui interno la civiltà e la vita intellettuale e morale possano essere conservate attraverso i nuovi secoli oscuri che già incombono su di noi. E se la tradizione delle virtù è stata in grado di sopravvivere agli orrori dell’ultima età oscura, non siamo del tutto privi di fondamenti per la speranza. Questa volta, però, i barbari non aspettano al di là delle frontiere: ci hanno già governato per parecchio tempo. Ed è la nostra inconsapevolezza di questo fatto a costruire parte della nostra difficoltà.
Stiamo aspettando: non Godot, ma un altro San Benedetto, senza dubbio molto diverso”
Questo scriveva Alasdair MacIntyre negli anni Ottanta, nel suo “Dopo la virtù”, il saggio filosofico che ho amato e amo di più, da quell’esame di Filosofia Morale che sostenni nel secolo scorso… Questo paragrafo mi accompagna da allora, e torna e ritorna ciclicamente nella mia vita, nelle scelte fatte fino a qui.
Anche questo blog viene da questo giudizio: non siamo del tutto privi di fondamenti per la speranza. Soprattutto se quel “nuovo San Benedetto” chi scrive l’ha incontrato, eccome! E ci è piaciuto, in questo anno, condividerla qui, questa speranza.
Le riflessioni scaturite dagli eventi di questi giorni, però, hanno portato ad una consapevolezza ulteriore. Perciò, il blog continua, come prima (per come ne sarò capace), ma non ci basta!
Come è già accaduto, in qualche occasione, vorremmo non fermarci dietro ad uno schermo. Perciò apriamo le porte (non solo virtuali) a chiunque volesse venire ad incontrarci, a tutte le famiglie (e non solo!) che condividano il nostro desiderio, e cerchino quotidianamente, come noi, ragioni per la propria speranza. Iniziare ad incontrarci, e condividere qualcosa di più delle parole…
Accettiamo inviti a nostra volta, anche se siamo un po’ scomodi negli spostamenti, e un po’ ingombranti da ospitare.
Con una piccola postilla: Alasdair è un filosofo, e scrive di filosofia morale, è il suo mestiere. Noi non ci fermiamo lì: a noi interessa una vita buona. Solo una sfumatura? Può darsi, ma per me è importante!
giovedì 7 febbraio 2013
Come è bravo il mio bambino!
mercoledì 6 febbraio 2013
Vivere Slow
Come si diceva ieri, questo è un periodo di ridefinizione del tempo. I ritmi che avevamo impostato prima della nascita dell’Elfo si sono, ovviamente, tutti rivoluzionati, e credo che una delle caratteristiche fondamentali di una famiglia sia proprio questo tipo di elasticità: la capacità di stabilire una routine, e di cambiarla non appena se ne avverta la necessità.
Soprattutto per i bambini più piccoli, è proprio importante avere una regolarità, giornate scandite da “rituali”, che permettano loro di sentirsi sereni, tranquilli perché sanno come affrontare quel pezzettino di realtà che hanno di fronte, di volta in volta. E anche ai grandi non fa male…