sabato 5 maggio 2012

Sabato mattina: sala giochi!

005Di solito il primo è Il Cavaliere. Quando la lama di luce (nel corridoio teniamo sempre la luce accesa, per i piccoli “bisogni” notturni) entra in camera nostra, io di solito mi volto dall’altra parte e faccio finta di dormire ancora. Anche perché per lo più non sono neanche le otto, per carità!

Lui si infila tra me e il suo papà, e questo non mi darebbe neanche troppo fastidio. Il fatto è che non sta fermo una frazione di secondo, si gira, si volta, scalcia, si sistema, sgomita. Insomma, di solito lo “sopportiamo” a fatica. La conseguenza è che ci lamentiamo, lo spostiamo, cerchiamo di convincerlo a stare buono (oppure ad andarsene). Così facciamo rumore, anche se il tentativo è di tenere sempre la voce bassissima… E in attimo un urlo squarcia il silenzio della nostra casa: “mammaaaa!!”. Sono le piccole, che appena sentono anche solo un fruscio che testimonia la presenza di qualcuno sveglio in casa, si accendono.

venerdì 4 maggio 2012

La meraviglia del ferro da stiro…

008Ieri è stata proprio una giornata diversa dal solito. Festeggiando il compleanno di quel sant’uomo di mio marito credo di essermi divertita e rilassata forse più io di lui.

La serata si è poi conclusa divinamente in una pizzeria di Lodi (la dritta ce l’ha data Fabrizio, e gli siamo davvero grati), che prepara un ottimo pesce! Sono anche soddisfatta, per una volta, di essermi “contenuta”, prendendo un solo piatto e assicurandomi così una notte serena (il padre dei miei figli, come suo solito, ha esagerato, ma anche lui, come me, ormai non ha più il fisico!!).

giovedì 3 maggio 2012

Gita di compleanno

milan-cathedral

Oggi quel sant’uomo di mio marito compie gli anni. E non diciamo quanti, perché siccome è più giovane di me (anche se solo di qualche mese), ogni volta che ci penso mi ricordo che sono più vecchia di lui.

E per il suo compleanno, ultimamente, il regalo che preferisce è organizzare una bella gita tutti insieme, in un posto che gli piace. L’anno scorso siamo andati al Museo della Scienza e della Tecnica a Milano, e devo dire che ancora oggi tutti ci ricordiamo con tenerezza il suo entusiasmo incontenibile davanti al sottomarino Toti. Era più estasiato di un bambino in un negozio di dolciumi (o della sottoscritta in un negozio della Camper).

Quest’anno la scelta è caduta sull’acquario di Genova, ma la gita è stata posticipata di qualche giorno, per motivi organizzativi, per cui la settimana prossima, sperando che le condizioni atmosferiche siano dalla nostra parte, partiremo in spedizione verso le meraviglie del mondo sottomarino!

Oggi, però, non volevamo passare la giornata come se nulla fosse, così io e il padre dei miei figli (insieme ad una noiosissima Streghetta, probabilmente risentita per la “levataccia” cui è stata costretta) abbiamo trascorso la mattinata a Milano, dopo aver depositato il resto della truppa a scuola.

Il luogo prescelto per la gitarella non è casuale: nei nostri (lunghissimi) otto anni di “fidanzamento” (a distanza, per di più), Milano è stato uno dei luoghi di incontri più gettonati. Le passeggiate in centro e i film al cinema (il pomeriggio) restano indelebilmente tra i nostri ricordi. Ci piace tornare (nonostante il caos imperante) per riassaporare un po’ quell’atmosfera.

Così abbiamo parcheggiato nel primo posto utile sulla linea gialla della metropolitana, il papà si è caricato La Streghetta sulla schiena con il mei-tai, e siamo scesi per prendere il treno. Speravo in un entusiasmo della Streghetta, che invece ha avuto paura, nonostante la posizione privilegiata, e ha continuato a lamentarsi dicendo di voler scendere. Meno male che le fermate erano poche!
Giunti in centro il primo appuntamento “storico” è stato con la Rinascente. Non è che poi compriamo anche qualcosa, è che sia con il freddo invernale che con il caldo estivo è sempre stato un ottimo luogo di “rifugio”, e poi ci piace un casino curiosare, soprattutto tra i casalinghi, per vedere quali folli novità hanno inventato. Ho letto una volta in un libro (di cui dovrò parlare, prima o poi), che è possibile, nel tempo, sviluppare la capacità di guardare le vetrine con reale distacco, come se la merce esposta non ci riguardasse affatto, un po’ come se stessimo osservando una mostra.

Ecco, per noi la Rinascente è come un museo d’arte contemporanea. E ci facciamo sempre un sacco di risate!! Quest’oggi, però, sono rimasta piuttosto sconcertata dal “lusso” ostentato che ci ho trovato. Non so, forse ero più giovane io e un tempo non me ne accorgevo, ma con i miei vestiti premaman super riciclati, i capelli, che vabbè, devo proprio trovarmi un cappello estivo adeguato, e la mia borsetta che era già fuori moda quattro o cinque anni fa, sinceramente mi sentivo un po’ fuori posto. Cioè, non che io mi sentissi a disagio, per carità, ma mi pareva quasi di “rovinare” l’atmosfera. Comunque, mi devo ricordare di non specchiarmi più in un luogo del genere: mai avevo visto con tale inclemenza la quantità di capelli bianchi che sto collezionando. Anche se ho concluso che non mi stanno poi così male…

Comunque, il vero luogo di perdizione, per noi, sono le librerie, e abbiamo trascorso i momenti più piacevoli divisi tra Feltrinelli e Mondadori. Pur essendo il suo compleanno, quel sant’uomo ha dimostrato di meritarsi sempre di più tale appellativo, cedendo all’acquisto di un nuovo libro di Munari per i figli.

L’insofferenza della Streghetta (crescente con il passare del tempo,e decisamente molesta) mi ha spinto a tentare l’azzardo: nonostante la pancetta che comincia a protendere, e le gambe che necessitano di sostegno per reggersi, ho sperimentato una nuova legatura (credo che si chiami “tibetana”) e sono riuscita a caricarmela sulla schiena senza premere sulla pancia. Devo dire che la ragazza si è calmata subito… Vedremo domani l’esito sulle mie giunture!

San SatiroPurtroppo la visita alla chiesetta di una traversa di Via Torino (Santa Maria in San Satiro), che il padre dei miei figli desiderava da tempo, non è stata possibile: siamo incappati proprio nell’orario di chiusura (dalle 11:30 alle 15:30, un po’ lunghetto, no?).

Moolto più deleteria, invece, la “visita” alternativa (assolutamente casuale e non programmata) al negozio delle Camper (di cui sopra) di Via Torino (ne ignoravo completamente l’esistenza!). Non ho resistito: sono dovuta entrare. La collezione estiva comprende una serie di scarpe sui toni del blu e dell’azzurro che mi sarei comprata tutte, immediatamente, senza neanche bisogno di provarle. Che poi, diciamocelo, cosa sono cento euro per un paio di scarpe che ti durano tutta la vita?? (il mio primo paio di Camper risale a sette anni fa, le ho portate quasi ogni giorno nei mesi autunnali e invernali, e sono ancora lì, non in splendidissima forma, ma ancora portabilissime). La risposta che mi sono data è: sono troppi, se quel paio di scarpe sono assolutamente bellissime, ma non mi servono. E poi oggi non è mica il mio compleanno, no? Ho cercato di tornare nella modalità “visita al museo” e siamo passati oltre.

Ora, tornati a casa nella (vana) speranza di far dormire una Streghetta sempre più insopportabile (nei rari istanti di buon umore parla a raffica, altrimenti si lamenta di tutto…), attendiamo con ansia l’ora di cena. Una carissima amica, Antonella, si è resa disponibile a venire a casa nostra, per occuparsi di tutta la truppa, mentre noi sfrutteremo i Ticket rimasti per andare a farci (stavolta in solitaria) una bella mangiata di pesce. La parola d’ordine è una, e molto chiara: stasera non si parla di figli!!

Cubi e scale

Scale
Questa estate, dopo aver più volte letto i post de La casa nella prateria riguardati la pedagogia Montessori, (che onestamente non conoscevo affatto, se non per la classica frase “gli asili Montessori sono quelli con i mobili in miniatura, dove i bambini sono trattati come piccoli adulti”), ho deciso che questa mia lacuna andava colmata, e mi sono comprata “La scoperta del bambino” (M. Montessori, Grazanti). A parte il fatto che per me, che divoro i libri con una velocità notevole (ne leggo tranquillamente uno in un pomeriggio, soprattutto se si tratta di romanzi tipo Sophie Kinsella), trovarmi di fronte ad un volume del genere, che mi ha richiesto quasi un mese di impegno, è stato proprio interessante.

mercoledì 2 maggio 2012

Mamma, ti femmi?

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Oggi è mercoledì, e Il Cavaliere il mercoledì esce da scuola alle 12:15, dal momento che per la sua classe nel pomeriggio sono previste delle attività opzionali. Devo dire che la nostra scuola fa delle ottime proposte, offrendo molteplici laboratori interessanti, e (non da poco) gratuiti! D’altra parte, vista la densità di partecipanti alla vita domestica quotidiana, a me e al Cavaliere non è parso vero poter stare insieme un paio d’ore ogni settimana, accompagnati “solo” dalla Streghetta, che in queste ore, per altro, spesso dorme.
Quando il tempo è bello ci mangiamo un trancio di pizza ai giardinetti, ci prendiamo un gelato in centro, passeggiamo insieme (ci va anche bene perché i negozi a quell’ora sono chiusi, così evitiamo inutili tentazioni…). Se invece, come ultimamente accade spesso, fa troppo freddo oppure piove, ci basta scegliere insieme il menù per il pranzo, e goderci qualche cartone animato che i fratelli troppo grandi non vogliono più vedere. Per noi è proprio un appuntamento importante.

Semel in anno licet insanire

005Allora, diciamocelo: quando ci vuole ci vuole. Va bene il risparmio, va bene la pianificazione, e soprattutto è sana e santa l’abitudine a riconoscere i nostri veri desideri, sapendoli distinguere dalle voglie del momento. Continuiamo a difendere la nostra convinzione, per la quale nulla di quel che possiamo acquistare ci può rendere veramente più felici.

D’altra parte, una volta l’anno una eccezione è ammessa, anzi, è desiderabile. Soprattutto perché guardare in faccia i nostri veri desideri non significa, in nessun modo, comprimerci, esercitare uno “sforzo” stoico per fingerci che: “vabbè, non ci interessa”. Qui non si tratta di fare la volpe e l’uva.

martedì 1 maggio 2012

Facciamo l’Oobleck!!

009Piove. Tanto per cambiare.
Tra i miei malesseri degli ultimi tempi, e tutta quest’acqua, sono giorni e giorni che siamo costretti in casa, salvo qualche raro pomeriggio in giardino. Devo dire che i “grandi” stanno tenendo bene, in queste giornate. Le due piccoline, invece, sono un po’ più sofferenti… Non mi aspettavo, a dire il vero, le grandi risorse che hanno dimostrato nelle ultime settimane, riuscendo ad improvvisare pomeriggi di gioco anche senza il mio aiuto, e senza bisogno di molto altro, oltre alla loro fantasia.

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